Serse Cosmi, allenatore perugino attualmente tecnico dell'Ascoli

di Enzo Beretta

E’ stato rinviato al 21 marzo il processo d’appello contro sei albanesi accusati di aver rapinato 11 ville isolate della provincia di Perugia tra il 2010 e il 2011. Contro la sentenza del tribunale che ha assolto la presunta banda di Altin Hoxha «Occhi di ghiaccio», riuscito ad evadere con un lenzuolo dal carcere di Regina Coeli, ha presentato ricorso l’allenatore Serse Cosmi. E’ un appello di fuoco: «Nel processo di primo grado sono stati tralasciati elementi, sorvolati dettagli importanti, il risultato che ha conferito inattendibilità alle dichiarazioni è evidentemente il frutto di un errore dei giudici nella valutazione globale delle prove». Ancora: «Non ci sono dubbi sul fatto che gli autori della rapina a Brufa siano loro e le nostre questioni non sono state adeguatamente valutate dal tribunale che ha ragionato in modo sbrigativo».

VIDEO: ‘OCCHI DI GHIACCIO’ EVADE DA REGINA COELI

Il legale: imputati riconosciuti nelle foto Spiega l’avvocato Michele Nannarone: «Noi contestiamo le argomentazioni mediante le quali il tribunale ha negato credibilità alle dichiarazioni delle persone offese, sulla base di un’asserita difformità tra la versione fornita in dibattimento e quelle precedenti rese dinanzi alla polizia. Non sono condivisibili. Non viene preso in considerazione l’aspetto più importante – spiega il legale di parte civile – cioè che le vittime dopo aver riconosciuto gli imputati nell’album fotografico in questura hanno indicato in aula le foto degli iniziali sospettati. Più prova di questa? Se poi parliamo di corporatura e altezza le anomalie sono di pochi centimetri. Le affermazioni delle vittime in fase dibattimentale non sono il frutto di una suggestione, come ritiene il tribunale, bensì il risultato naturale di un’operazione di ricostruzione mnemonica».

Pistola puntata nella notte In aula il tecnico ha ricostruito le drammatiche fasi dell’assalto del 19 gennaio 2011 a Brufa quando fecero irruzione nel cuore della notte a casa sua i balordi col volto travisato da mefisto e passamontagna: l’allenatore venne picchiato e rinchiuso in un locale della villa, minacciato con la pistola e la chiave inglese.

Le richieste di condanna Il pm Giuseppe Petrazzini ha chiesto alla Corte d’appello di Perugia 114 anni complessivi: 30 anni di reclusione per il presunto capo Gezim Juka; Artan Doda 20 anni; Altin Hoxha 24 anni; Gjolek Ballshani 16 anni; Andi Dobrozi 24 anni. Nell’atto il magistrato elenca otto ‘colpi’ messi a segno in 50 giorni (dal 3 gennaio al 22 febbraio 2011) e commenta: «Al di fuori dei giorni di interesse non è stato commesso nessun altro fatto perché, evidentemente, il gruppo ha ritenuto opportuno spostare geograficamente il proprio raggio d’azione». Se la sentenza di assoluzione passasse in giudicato alcuni legali degli albanesi, tra cui l’avvocato Daniela Paccoi, potrebbero decidere di avanzare richieste di risarcimento danni per ingiusta detenzione.

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