di Iv. Por.
Il consigliere comunale Michelangelo Felicioni è stato rinviato a giudizio dal gup Piercarlo Frabotta con le accuse di tentata estorsione e truffa. Per il 42enne di Fratelli d’Italia il processo inizierà il 20 ottobre 2020. Felicioni è finito nel mirino dei carabinieri di Perugia in seguito alla denuncia di una dipendente pubblica che ha raccontato di avergli consegnato circa 20 mila euro in più tranche. Denaro, secondo l’accusa, mai restituito. Sulla vicenda il Pd, nei mesi scorsi, aveva chiesto anche una informativa al sindaco Romizi al presidente del consiglio comunale Varasano.
La difesa: «Tante contraddizioni» «Nonostante ci troviamo davanti a un processo indiziario ed estremamente contraddittorio, il giudice allo stato non ha ritenuto di chiudere il procedimento per cui ci vedremo davanti al giudice monocratico dove proveremo l’assoluta estraneità di Felicioni ai fatti di cui è stato accusato». Lo afferma l’avvocato Saschia Soli, che difende Felicioni insieme al collega Ermes Farinazzo. «La difesa – aggiunge – ha dato ampia esposizione delle contraddizioni nelle dichiarazioni della persona che lo accusa e che emergono anche dalle intercettazioni e dai documenti prodotti. Lo faremo a maggior ragione davanti al giudice monocratico».
