Chiuso temporaneamente anche il bar Jolly di Perugia in via Calderini e denunciato a piede libero il titolare per apertura abusiva del locale, violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e per diffusione di brani musicali senza pagamento dei diritti di licenza. Al momento del blitz delle autorità è stata rilevata la presenza di quasi 200 persone, ossia circa cinque volte di più di quelle consentite nel bar Jolly di via Calderini. Le forze dell’ordine, poi, tra le varie criticità hanno appurato che all’interno del locale era consentito fumare, nonostante la presenza di materiale non classificato né certificato all’interno dell’esercizio. Resta al vaglio la posizione fiscale, contributiva e previdenziale dei tre dipendenti trovati al lavoro e identificati.

Sulla porta dell’attività commerciale, a due passi da corso Vannucci e piazza IV Novembre, le autorità hanno dunque apposto i sigilli che segnalano il sequestro preventivo disposto a seguito del controllo compiuto nel weekend nell’ambito della stretta sulla sicurezza scattata dopo la strage di Crans-Montana. Dopo l’ex Zoologico e il Loft, dunque, allunga dunque l’elenco dei locali di Perugia colpiti dai provvedimenti. Come sempre accade, una volta completati gli adempimenti alle prescrizioni impartite delle autorità le attività potranno riaprire.

In base a quanto riferito finora dalla questura di Perugia, al titolare è stata contestata la mancanza di licenza per il pubblico spettacolo, perché le attività che erano in corso all’interno del locale la sera del controllo, ma anche in quelle precedenti, avrebbero dovuto richiedere quel tipo di licenza anziché quella per la somministrazione di alimenti e bevande, di cui il bar è in possesso. Durante l’ispezione le autorità ritengono di aver avuto conferma di come il bar Jolly di via Calderini fosse stabilmente destinato all’organizzazione di serate danzanti e di intrattenimento, non qualificabili come attività meramente occasionale o accessoria rispetto alla somministrazione.

Rilevata, poi, la presenza di una sola uscita, peraltro risultata non idonea dal punto di vista della sicurezza alla luce del numero di persone presenti all’interno del locale al momento dell’accesso degli agenti. Tra le varie irregolarità, gli operatori hanno rilevato altresì l’assenza di addetti antincendio qualificati. Oltre alla mancata predisposizione di un piano di emergenza, le autorità hanno rilevato l’assenza di luci di emergenza, mentre il documento di valutazione dei rischi è risultato carente, non essendo stato nominato il medico competente per la sorveglianza sanitaria.

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