La conferenza in questura( foto Troccoli)

di Fra. Mar.

Trentacinque telefoni cellulari, venti orologi, dieci giubbotti Woolrich, sei mila euro in contanti. Sono solo alcuni dei numeri dei numerosissimi oggetti rubati che la squadra mobile della questura di Perugia ha trovato in un appartamento in via San Prospero, occupato da cinque algerini. I cinque sono tutti in stato di fermo per ricettazione. Dentro casa loro un vero bazar con oggetti di ogni tipo: computer, cellulari, vestiti, occhiali da sole, macchine fotografiche, anche una vecchia radio per automobile e lo zainetto del minibasket del Grifetto probabilmente di proprietà di un bambino. Tanti  Woolrich, una Canon, e anche dei documenti italiani probabilmenterimasti nei portafogli rubati.

Beccati I cinque uomini, tre già noti alle forze dell’ordine per precedenti penali specifici, sono stati fermati nella loro abitazione giovedì mattina. Gli agenti della sezione criminalità diffusa della squadra mobile li tenevano d’occhio da un po’ di tempo e quando hanno capito che nel loro appartamento poteva esserci parecchia refurtiva sono entrati in azione. Ad ulteriore riprova che erano sulla strada giusta, la scheda sim di un iphone rubato che portava dritto dritto a loro. I cinque per tutta risposta, quando si sono trovati gli agenti davanti, hanno iniziato a lanciare dalla finestra la merce. Due borsoni con dentro iphone e smartphone è stata presa al volo da un agente di polizia.

Solo l’inizio Una volta dentro l’abitazione, gli uomini della squadra mobile di Marco Chiacchiera, hanno appurato che gli oggetti rubati eran sparsi in tutte e tre le stanze occupate dai cinque, e per questo sono stati tutti accusati di ricettazione e per questo le manette, disposte dal pm di turno Gemma Miliani. In conferenza stampa il dirigente della squadra mobile Marco Chiacchiera ha sottolineato che «la questura ha solo iniziato l’offensiva conto i furti, e questa operazione segue quella degli arresti di qualche giorno fa, è solo l’inizio di un lavoro che sarà massivo e pressante per abbattere almeno la percentuale di questo fenomeno così antipatico e molto sentito dalla cittadinanza».

Rubati dove E la merce, secondo quanto hanno potuto appurare fino ad ora i poliziotti, è stata rubata un po’  in ogni dove: dal pub di Treviso alla discoteca di Arezzo, passando per ristoranti perugini. Ma anche in un Liceo, alla Perugina, al dipartimento di Agraria e in un’azienda di Corciano, nelle automobili e sembrerebbe anche alla festa di un liceo. Di alcuni iphone sono già stati individuati i legittimi proprietari che avevano sporto denuncia. Per gli altri oggetti, la polizia invita tutti coloro che riconoscono qualcosa a telefonare in questura a Perugia allo 075/50621 e chiedere della sezione criminalità diffusa della squadra mobile.

Li conoscevano Allo stato i cinque sono accusati solo di ricettazione, ma non è affatto escluso che nel prosieguo dell’indagine possano emergere loro responsabilità anche per i furti. Alcuni di loro infatti sono stati indicati da ristoratori perugini, come personaggi che entrano nel locale, ben mimetizzati con la clientela, e poi svuotano borse e rubano portafogli. Ci hanno provato i cinque arrestati a dire ai poliziotti che quella roba era tutta la loro, ma è bastato fargli notare le diverse taglie dei piumini. In manette sono dunque finiti Tadjouri Karim, Merahi Yazid, Madani Benchenoun, Maamar Oudad e Fodil Oudad.

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