di Elle Biscarini
Quarto giorno di ricerche a Perugia per la scomparsa di Andrea Prospero, con il miglioramento delle condizioni meteo si sono potuti finalmente alzare in volo i droni delle squadre di ricerca. Allo stesso tempo, nella mattinata di mercoledì 29, sono state attivate anche le unità cinofile della Protezione civile, insieme a quelle dei vigili del fuoco che erano già attive nella serata di martedì. La zona di ricerca è particolarmente vasta: si cerca negli avvallamenti sotto Monteluce, lungo il sentiero delle Lavandaie, che arriva fino a Pretola, e per tutto il parco Santa Margherita, ma ancora nessuna traccia del 19enne abruzzese.
Il lavoro delle squadre di volontari e forze dell’ordine si allargano a ventaglio attorno al quartiere Monteluce, dove alle 13:04 il cellulare del ragazzo ha agganciato, per l’ultima volta prima di spegnersi, la cella telefonica che copre il quartiere. Di lui non si hanno più notizie da venerdì 24 gennaio, quando la videosorveglianza dell’ostello in via Bontempi, dove risiedeva da ottobre, ha catturato l’uscita del ragazzo alle 10:53. Alle 11:45, la sorella gemella Anna gli avrebbe mandato un messaggio per invitarlo a pranzo alla mensa di via Pascoli, messaggio che il ragazzo avrebbe visualizzato senza rispondere. Circa un’ora dopo, la sorella, preoccupata per la mancata risposta e per il fatto che il fratello tardava all’appuntamento, ha prova a chiamare il telefono di Andrea, che però non già non dava segni di vita. La sera stessa è scattato l’allarme. Quattro giorni dopo di lui ancora non si sa nulla.
