Carabinieri in azione (foto archivio F.Troccoli)

di Iv. Por.

Ha chiamato i carabinieri dicendo di esser stato accoltellato da due russi in piazza Partigiani. Ma dopo quasi due mesi si sta facendo luce sul tentato omicidio avvenuto ai primi di aprile a Perugia.

Indagini ad una svolta I carabinieri della compagnia di Perugia, coordinati dalla procura, stanno stringendo il cerchio su alcuni magrebini. Sarebbero stati loro, e non due russi, a colpire il 30enne tunisino. L’episodio risale ai primi di aprile: alle 3 di notte il tunisino ha chiamato chiedendo soccorsi. I militari lo hanno trovato riverso a terra in piazza Partigiani con ferite da arma da taglio e bottiglie rotte alle braccia e alla testa (presumibilmente procurate nel tentativo di difendersi). Ai carabinieri ha riferito che era uscito con una ragazza russa e due connazionali della donna lo hanno seguito e colpito per gelosia. Ma la versione non ha convito gli investigatori.

La ricostruzione Secondo le indagini dell’Aliquota operativa l’accoltellamento era avvenuto non lì dove è stato trovato, ma a piazza Grimana e gli autori non erano dell’Est ma suoi connazionali. Il motivo? Non certo la gelosia, ma questioni di droga. A quel punto sono iniziate le ricerche dei veri autori del tentato omicidio con una svolta improvvisa nelle ultime ore con il cerchio che si sta stringendo sempre di più su alcuni magrebini residenti a Perugia.