La 21enne sarebbe stata stuprata dopo la discoteca

di Ivano Porfiri

Picchiata e poi stuprata in un campo alla periferia di Perugia dopo l’uscita dalla discoteca. E’ quanto sarebbe accaduto a una ragazza perugina di 21 anni la notte tra il 23 e il 24. La squadra mobile di Perugia ha arrestato per questo M.C.,  un benzinaio 25enne perugino, per i reati di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni gravi.

Presentati da amici Secondo la ricostruzione della polizia, il giovane avrebbe conosciuto la studentessa perugina 21enne all’interno di una discoteca alla periferia del capoluogo umbro, dove lei lavorava come ragazza immagine, invitandola con modi gentili a bere qualcosa insieme alla chiusura del locale. A presentarli sono stati alcuni amici comuni che li hanno poi visti uscire insieme.

La violenza nel campo Poco dopo essersi allontanati in auto, però, intorno alle 3.30, anziché verso un bar il ragazzo l’avrebbe condotta in un campo isolato iniziando subito con pesanti avances. Al che la ragazza avrebbe reagito, prima dicendo di no, poi uscendo dall’auto e tentando la fuga, ma lui l’avrebbe raggiunta e, nel campo, prima picchiata (botte che le avrebbero causato il danneggiamento di un timpano oltre alla rottura del naso) e quindi violentata costringendola a un rapporto completo. A quel punto il presunto violentatore l’avrebbe riportata in macchina e riaccompagnata al locale da cui erano usciti circa un’ora prima.

Il racconto alla polizia Sotto choc, la 21enne ha raccontato quanto avvenuto ai suoi amici e colleghi che si trovavano ancora all’interno del locale nonostamte la chiusura. I colleghi l’hanno quindi soccorsa e portata in ospedale. Lì è stata curata  e sottoposta alle visite del caso. La giovane, oltre alla rottura del naso e alla lesione al timpano ha riportato infatti anche altre escoriazioni ed ecchimosi nelle parti intime e non solo.  La polizia, ascoltata la giovane, intorno alle 6 del mattino si è messa sulle tracce del violentatore, di cui lei non conosceva le generalità complete. Gli agenti lo hanno però rintracciato facilmente dopo alcune ore grazie alla descrizione dettagliata della 21enne e di altri testimoni.

Le prove e l’arresto A carico del 24enne – secondo gli inquirenti – ci sono pesanti elementi accusatori, oltre al riconoscimento della vittima che non ha esitato a indicarlo come il suo aguzzino. Inoltre, i poliziotti hanno trovato una maglietta a righe sporca di fango  in casa del ragazzo arrestato, maglietta che alcuni testimoni, tra cui un’amica stretta della ragazza aggredita,  gli hanno visto indosso nel locale. Un altro elemento è invece un telefonino che la ragazza ha messo in borsa quando ha raccoltole sue cose dalla macchina del presunto violentatore  e che ha consgenato alla polizia. Il cellulare appartiene a un amico del 25enne che con lui aveva trascorso la serata.

Lui nega Il 25enne ha negato ogni responsabilità con gli uomini della squadra mobile di Marci Chiacchiera che lo hanno rintracciato in casa sua. Con il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. L’udienza di convalida per il suo arresto è fissata per martedì 27 dicembre. Su di lui, difeso dagli avvocati Gianluca Passerini e Massimo Rossini,  pesano le accuse di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona, lesioni gravi e aggravate.

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