Una vera e propria ossessione, che ha costretto il gip di Perugia a emanare la misura del divieto di avvicinamento a una distanza minore di 500 metri alla moglie, alla sua abitazione e a tutti i luoghi abitualmente da lei frequentati, oltre a comunicare con lei con qualsiasi mezzo. La polizia, che ha a lungo indagato sulla vicenda, vigilerà e, se le prescrizioni non saranno rispettate, si apriranno le porte del carcere.

Persecuzione quotidiana Il matrimonio tra i due è arrivato al capolinea dopo 10 anni e la nascita di tre figlie. La segnalazione agli agenti del commissariato di Assisi arriva prima di Natale e da allora vengono monitorati gli spostamenti dell’uomo e gli atti persecutori da lui posti in essere quotidianamente e continuativamente nei confronti della ex moglie che, per disperazione, era stata costretta a lasciare la sua abitazione per trasferirsi con le figlie dai propri genitori. Ma anche lì ogni notte l’uomo sosta all’interno della propria autovettura nascosta sotto gli alberi in modo da non essere visibile. Pedinamenti continui, inseguimenti, appostamenti nei luoghi da lei frequentati, nell’ossessiva convinzione di beccarla in castagna e avere così finalmente la conferma patologicamente consolatoria dei suoi tradimenti.

Minacce Centinaia gli sms inviati conpulsivamente dall’uomo che, alternando speranza e amore a rancore e sconforto più assoluto, a volte implorandola, a volte minacciandola, pretendeva che tornasse sui suoi passi. Numerose ed inquietanti le telefonate minatorie a uomini ritenuti suoi presunti amanti. «Se continui ti strappo il cuore», tra le minacce. In un’occasione, dopo aver preteso un ultimo incontro chiarificatore, l’uomo ha perfino mostrato alla donna un suo manoscritto in cui elencava i due opposti epiloghi che la loro storia avrebbe potuto avere. La riappacificazione e la fine degli atti persecutori o un finale diverso, più inquietante, facendo ventilare la possibilità che andasse a finire male per tutti. A lei soltanto la scelta e la responsabilità.

Indagini Le indagini della polizia del commissariato di Assisi, diretto dal commissario capo Francesca Di Luca, hanno fatto scattare la denuncia per violenza privata e minaccia grave. Ma neanche la consapevolezza di un procedimento penale a suo carico e l’alta probabilità di una sua condanna, hanno ostacolato lo stalker, che ha bersagliato la ex anche sui social network: violati, controllati gli accessi, lette le comunicazioni. Così la nuova denuncia, fino alla decisione del gip.