Si chiude dopo cinque giorni il capitolo legato alla busta di polveri, che in un primo momento si pensava fosse antrace, con un falso allarme. E’ di mercoledì mattina la notizia dell’istituto zooprofilattico di Foggia che sostiene come il ‘materiale’ trovato nella busta indirizzata all’agenzia delle entrate di Perugia non era nocivo per l’incolumità delle persone che vi sarebbero entrate in contatto trattandosi di semplice polvere di calce.
Venerdì scorso era scattato un piano di emergenza che aveva visto coinvolti vigili del fuoco, operatori della sanità, e polizia che ha dato inizio ad una inchiesta per scoprire l’autore (o gli autori) di un gesto che ha creato allarme e ha provocato anche danni patrimoniali, viste le spese che sono state sostenute dal servizio sanitario. Subito dopo l’apertura della busta sette dipendenti dell’agenzia delle entrate erano stati trasportati in ospedale, dove venivano ricoverati nella struttura complessa di Malattie infettive del Santa Maria della misericordia, e sottoposte a controlli ed accertamenti. Dopo una terapia di somministrazione di antibiotici, sono stati dimessi ma con la spada di damocle di aspettare l’esito degli accertamenti che sono stati negativi sia per quanto riguarda l’esito del tampone effettuato dall’istituto zooprofilattico di Perugia che delle polveri.
Si chiude definitivamente dunque questa vicenda, nulla trapela negli ambienti degli inquirenti per quanto riguarda la scoperta dell’autore del folle gesto. La notizia giunta da Foggia è stata trasmessa a Manuela Pioppo, responsabile del presidio medico del Santa Maria della Misericordia. C’è preoccupazione che simili gesti possano ripetersi. E’ alta l’attenzione tra le forze dell’ordine per prevenire il fenomeno.

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