Ovidio Stamulis

di Fabio Toni e Francesca Marruco

Dopo quasi un anno si sono ritrovati nella stessa stanza. Lei, che lo chiama «il mostro». Quando in aula lui si è girato verso di lei, Florentina si è portata le mani sugli occhi per non vederlo. Nessun contatto tra lei e Pietro Cesarini che l’ottobre dello scorso anno uccise il figlio della donna a colpi di mattarello.  Lultima volta che lo ha visto è stato quando quel giorno in cui i suoi due figli dovevano andare nella casa famiglia. Uscì di casa per andare a prendere il figlio più piccolo a scuola, ma quando tornò indietro Ovidio non c’era più. Pietro lo aveva straziato col mattarello della cucina.

Sentenza a dicembre La sentenza, che in virtù della scelta del rito abbreviato potrebbe non essere l’ergastolo, potrebbe arrivare il prossimo 6 dicembre e, comunque, prima di Natale. Pietro Cesarini verrà giudicato dal tribunale di Terni con le modalità del rito abbreviato. L’uomo è accusato dell’omicidio volontario del figliastro Ovidio Stamulis, avvenuto a Pietrafitta il 5 ottobre di 2012, ma anche di violenze sessuali nei confronti della moglie e di maltrattamenti in famiglia. La richiesta di rito abbreviato, avanzata dal legale difensore dell’uomo, l’avvocato Francesca Massi, è stata accolta dal gup Pierluigi Panariello nel corso dell’udienza preliminare di martedì mattina a Terni.

Abbreviato condizionato Prima della sentenza è prevista la deposizione in aula dello stesso Cesarini e di due testimoni: una psicologa citata dalla difesa e l’assistente sociale, quest’ultima chiamata a deporre dal pm Francesco Novarese. Nel corso dell’udienza di martedì mattina, il tribunale ha anche respinto la richiesta di perizia psichiatrica su Pietro Cesarini, avanzata dalla difesa in base a presunte «contraddizioni presenti negli atti in merito all’atteggiamento tenuto dallo stesso Cesarini, definito collaborativo dagli stessi psicologi».

Parte civile Il tribunale ha anche deciso in merito alle richieste di costituzione di parte civile avanzate dagli avvocati Luca Maori e Donatella Donati: oltre alla madre di Ovidio, Florentina, è stato ammesso il fratello minore, sempre attraverso quest’ultima a cui è stato riconosciuto l’esercizio esclusivo della potestà genitoriale. Non si è presentato nessuno invece della pro-loco di Pietrafitta Intanto Pietro Cesarini resta in carcere: la misura preventiva è stata confermata con la definizione del procedimento, ormai avviato verso il giudizio di primo grado.

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