Gli agenti e la spranga usata

di Re.Te.

Ha ridotto in fin di vita, a sprangate, un marocchino di 22 anni, procurandogli gravissime lesioni. Per questo un tunisino di 22 anni è finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio.

Prognosi riservata Dopo i soccorsi, il giovane è stato sottoposto nella notte ad un intervento chirurgico addominale nell’ospedale di Orvieto. Il trasporto al Santa Maria di Terni si è reso necessario per un sospetto trauma neurochirurgico, fortunatamente escluso dai successivi accertamenti. Dopo alcune ore trascorse in osservazione, i medici sono dovuti intervenire di nuovo, mercoledì mattina, questa volta per asportare la milza lesionata. Attualmente si trova ricoverato in rianimazione e la prognosi è riservata.

Il ferito Martedì pomeriggio, gli agenti della squadra volante del commissariato di Orvieto – insieme agli operatori del 118 – sono intervenuti sul luogo in cui l’aggressione si è verificata – nei pressi di un centro commerciale – dove il giovane ferito giaceva a terra, privo di conoscenza ed in una pozza di sangue. Gli agenti, dopo aver assicurato l’assistenza sanitaria al ferito, si sono messi sulle tracce dell’aggressore.

Braccato Le indagini, alle quali hanno partecipato anche gli agenti della squadra anticrimine, hanno subito preso una strada precisa, visto che già dalle prime descrizioni ed indicazioni, si era arrivati a ricostruire l’identità del tunisino, incensurato e in regola con le norme sul soggiorno. Il motivo dell’aggressione sarebbe riconducibile secondo gli investigatori –  ad una lite avvenuta tra i due alcuni giorni fa nei pressi di un bar, per futili motivi e nella quale il tunisino ha avuto la peggio:  il grave ferimento di martedì sarebbe, insomma, una sorta di vendetta.

Confessione Prima che gli agenti; coordinati dal dirigente del commissariato, Antonello Calderini; lo rintracciassero, il tunisino si è costituito ed ha confessato. Anche perché inchiodato dal riconoscimento da parte dei testimoni oculari e dalle immagini riprese dal sistema di video sorveglianza a circuito chiuso presenti lungo il perimetro esterno del supermercato. A casa dell’aggressore, peraltro, è stata trovata la maglia che indossava al momento dell’aggressione, la stessa ripresa nelle immagini.

La difesa In un primo momento l’arrestato ha tentato di far passare il suo gesto come legittima difesa, inventandosi una tentata aggressione ai suoi danni con un coltello da parte del ferito, accompagnato da due connazionali, circostanza non provata, né dalle immagini, né dalle testimonianze, tutte certe ed univoche, né dal rinvenimento di fantomatici coltelli. La pesante spranga di ferro, i vestiti sia dell’aggressore, che dell’aggredito ed altre cose ed oggetti, sono stati sottoposti a sequestro e il tunisino è stato condotto nella notte al carcere di Orvieto, in attesa di convalida dell’arresto da parte dell’autorità giudiziaria.