di M.T.
Una banda organizzata, quella bloccata giovedì dalla polizia di Orvieto. Cinque sudamericani, tra i quali due donne, avevano messo in piedi un teatrino, in un negozio di abbigliamento di Arcone, per rubare le chiavi di casa della proprietaria. Ora sono in un’altra casa, quella circondariale.
Il furto Dopo una chiamata di emergenza, che denunciava il furto, è scattata la ricerca, con cinque pattuglie – sia con auto ‘ufficiali’ che in incognito, già operative da settimane, per la prevenzione dei reati – dei ladri, segnalati in fuga verso Orvieto Scalo. Una delle pattuglie ha intercettato l’auto segnalata lungo la via Costanzi, fermandola. Nel frattempo altri agenti visionavano le immagini del servizio di vigilanza e appariva chiaro il quadro.
La tecnica Una delle due ragazze fermate faceva da palo ad un uomo che carponi si era avvicinato alla cassa dietro il bancone; altri due complici, sempre un uomo ed una donna, distoglievano la proprietaria al lato opposto del negozio fingendosi interessati a dei capi di abbigliamento. La ragazza ‘palo’ teneva in mano due giacche che usava palesemente come tenda per impedire la vista ad una cliente nel frattempo entrata all’interno dell’esercizio commerciale. Il ladro materiale puntava diretto alla borsa della proprietaria, dalla quale asportava un grosso mazzo di chiavi. Quelle di casa.
Le indagini Gli agenti che avevano inseguito e bloccato i ladri avevano, infatti, visto gettare dal finestrino posteriore dell’auto proprio un grosso mazzo di chiavi poi recuperato ai bordi della strada e successivamente riconosciuto dalla derubata. A bordo della vettura, che risultava noleggiata a Roma, inoltre, venivano rinvenuti e sequestrati arnesi per lo scasso, scarpe in gomma e una bombola di schiuma espansa, tutti oggetti che hanno fatto ritenere, senza ombra di dubbio, che potevano essere utilizzabili per compiere furti in appartamento, proprio perché le scarpe gommate, tipo piscina, vengono calzate per evitare rumori nel camminare, la schiuma espansa è notoriamente impiegata per silenziare gli allarmi nelle abitazioni e gli strumenti come i cacciaviti, scalpelli e simili usati per scassinare porte e finestre.
Le prove Verificata la responsabilità dei fermati, di nazionalità sudamericana, senza permesso di soggiorno, senza fissa dimora, tutti sui trenta anni e anche grazie alle preziose testimonianze e alle immagini del furto riprese dalle telecamere interne ed alla circostanza del getto del mazzo di chiavi rubate, sono scattate le manette ai loro polsi per il reato di furto aggravato e tentato furto in abitazione, in concorso.
Gli alias Determinante anche la loro pericolosità desunta dai numerosi precedenti di polizia anche per arresti proprio per furti sul territorio nazionale e l’essere colpiti da vari espulsioni alle quali si sono sempre sottratti. Grazie alla comparazione in banca dati delle impronte digitali, è risultato inoltre che gli arrestati hanno fornito, ad ogni controllo di polizia, nomi diversi per rendere difficoltosa la loro esatta identificazione.
