Il momento della rapina a Città di Castello
Rapina, foto generica. Archivio U24

di Maurizio Troccoli e Ivano Porfiri

Potrebbero essere contate le ore per i rapinatori delle poste di Tordandrea di Assisi. E’ quanto trapela dall’ambiente degli investigatori. Mentre il cerchio si stringe intorno ai responsabili del colpo mancato, emergono particolari su quei momenti di terrore vissuto dai dipendenti e da chi si trovava all’interno, oltre che alcune conferme e alcune smentite su aspetti legati all’inchiesta.

Col fiato sul collo Prima tra tutte il ritrovamento dell’auto usata. E’ la Fiat 500 celeste, proprio quella che era stata rapinata la sera prima nel parcheggio dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Quanto fino a lunedì non era che una ipotesi, ovvero il collegamento tra la rapina di domenica e quella del giorno dopo, ora è una conferma. Smentite invece le indiscrezioni su una banda di presunti stranieri. No, si tratta di italiani. Per di più dall’accento del ‘Centro Italia’. Non accertato, invece, ma solo probabile al momento il collegamento invece con il primo episodio. Quello che ha visto almeno due uomini, sempre a volto coperto e, sempre con la pistola, cercare di rubare l’auto a un uomo, al centro di intrattenimento ‘Borgonovo’ di Perugia.

Ricostruzione Nell’ufficio postale di Tordandrea, lunedì mattina, poco dopo le 10, i malviventi sono riusciti a entrare ma la prontezza dei dipendenti, e la resistenza dei vetri antisfondamento e le porte antirapina hanno fatto saltare i piani. Di spari all’interno ce n’è stato più di uno, in direzione delle porte blindate. Proiettili fermati, appunto, dai vetri. Mentre uno dei due malviventi ha provato persino con un’ascia a rompere le porte antirapina. I dipendenti erano tuttavia già dall’altro lato e l’allarme scattato aveva anche attivato i sistemi di sicurezza. Le telecamere sono state visionate dagli investigatori, i carabinieri di Assisi, coordinati dal maggiore Marco Sivori, (mentre i poliziotti di Perugia lavorano sui due episodi avvenuti nel capoluogo). Un terzo uomo, invece, forse era all’esterno dell’ufficio postale e avrebbe fatto guadagnare la via di fuga ai banditi.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.