Tre condanne per i colpi messi a segno dalla banda dell’Operazione Milot. E’ quanto hanno stabilito i giudici del tribunale di Terni nell’ambito del procedimento aperto dopo i dodici arresti messi a segno dagli agenti della squadra mobile ternana nel febbraio 2015. Assolti gli altri finiti a giudizio: otto erano arrivati al processo, mentre gli altri quattro si erano resi irreperibili.
La decisione Nel pomeriggio di martedì il collegio dei giudici del tribunale di Terni è arrivato alla sentenza di primo grado, che prevedono la condanna a due anni per quello che era ritenuto il capo della banda e altri due uomini. La sentenza ha escluso la contestazione relativa all’associazione a delinquere, mentre è scattata l’assoluzione per gli altri imputati. La decisione dei giudici è arrivata al termine della requisitoria del pubblico ministero Raffaele Pesiri e delle arringhe dei legali difensori Massimo Proietti, Francesco Mattiangeli, Daniela Paccoi e Massimo Spaccatini.
Le accuse L’operazione Milot, città albanese nativa di tutti i componenti della banda, è emersa con un maxi blitz scattato all’alba del 5 febbraio 2015 con l’obiettivo di stringere il cerchio intorno ai dodici accusati poi di associazione a delinquere (accusa poi decaduta), furto in abitazione, ricettazione, spaccio e sfruttamento della prostituzione. Per lo più i colpi, secondo la ricostruzione della squadra mobile, sono stati compiuti tra Narni, Sangemini, Acquasparta e Montecastrilli, ma anche Vasanello e Soriano nel Cimino nel Viterbese.
