L'African shop

Non solo era il fulcro di un giro di spaccio di droga sgominato dalla squadra mobile con l’operazione ‘Mama boys’, ma il cibo che vi veniva venduto era conservato in maniera pessima. E’ l’African shop di via Curtatone e Montanara, cui sono stati apposti i sigilli dopo il sequestro probatorio.

VIDEO: GLI ARRESTI – RICOSTRUZIONE

Situazione sconcertante Dopo gli arresti, nel primo pomeriggio di mercoledì, gli uomini della sezione “Criminalità organizzata”, diretti da Piero Corona, hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro del negozio. Subito prima, però, la divisione amministrativa e sociale della questura, diretta da Letizia Tomaselli, e la Usl Umbria 1 hanno  effettuato una ispezione riscontrando una «sconcertante» situazione igienico-sanitaria.

Fotogallery: gli arresti

VIDEO: PUSHER IN AZIONE NELL’AFRICAN SHOP

Topi e cibi scaduti La situazione più grave cui la titolare dovrà rispondere è legata al rinvenimento, all’interno del locale, prima di topicida in “grani” sparso dappertutto, e poi della carcassa di un topo. Inoltre riscontrati: congelamento di prodotti di diversa origine e natura in assenza di idonea attrezzatura; alimenti congelati all’origine sconfezionati tenuti alla rinfusa nel congelatore, con evidenti segni di bruciature e brinature da freddo; detenzione allo scopo di vendita di alimenti scaduti; presenza di alimenti di origine ignota; alimenti riconfezionati sul posto senza alcuna etichettatura; condizioni di pulizia generali fortemente carenti per mancanza delle minime operazioni di pulizia; presenza di tracce di roditori e carcasse degli stessi, unitamente alla distribuzione ubiquitaria di veleno per topi (grani anticoagulanti) a scopo di disinfestazione.

I provvedimenti Sono state adottate le seguenti misure restrittive: confisca e distruzione degli alimenti non ritenuti idonei più al consumo umano, per un totale di 550 kg, affidati per lo smaltimento a ditta autorizzata; contestazione delle sanzioni amministrative per le violazioni previste in materia di sicurezza alimentare; informazione alla competente autorità amministrativa comunale per l’eventuale revoca della licenza di vendita. Il personale della Usl provvederà a redigere le relative sanzioni.

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