E’ stato arrestato martedì il nigeriano Ejiofor Kenneth, di 38 anni, nato a Eziachi in Nigeria considerato il capo di una associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. A suo carico pendeva un mandato di cattura internazionale perchè al momento degli arresti, a termine della operazione antidroga denominata Black PAssenger, non fu trovato. E’ stato quindi rintracciato in Grecia, arrestato e poi estradato in Italia con un volo da Atene per Roma dove è stato accompagnato al carcere di Rebibbia.
La ricostruzione Dal mese di ottobre 2008, la sezione Criminalità organizzata della squadra Mobile di Perugia ha avviato, insieme alla direzione distrettuale Antimafia, un’attività investigativa per ricostruire «un sodalizio criminale composto esclusivamente da cittadini Nigeriani impegnati in un vasto traffico di cocaina destinato prevalentemente in Umbria e in Veneto, ma con ramificazioni in tutto il territorio nazionale», crive in una nota la polizia. Dalle indagini, ma soprattutto dal servizio di intercettazione delle utenze internazionali,è emerso in modo chiaro l’esistenza di una vera organizzazione criminale impegnata in un vasto traffico di sostanze stupefacenti che, dalla Nigeria, attraverso corrieri ovulatori raggiungevano varie aree d’Italia, prevalentemente tra il Centro e il Nord. In particolare è emerso che i referenti in Nigeria preparavano i corrieri, nella circostanza definiti “passeggeri”, e li incaricavano di recarsi in Italia, dove ad accoglierli trovavano altri sodali dell’organizzazione che avevano compiti ben precisi, come custodire gli stupefacenti, contattare eventuali acquirenti, o impegnarsi nella vendita diretta.Le indagini durate un anno hanno permesso di rintracciare ed arrestare 14 nigeriani con relativo recupero di circa 15 chili di cocaina complessivi.
La rete del narcotraffico L’organizzazione criminale poteva contare su più soggetti residenti in Nigeria che di volta in volta si adoperavano per reperire i cosiddetti “corrieri” da inviare in Italia anche separatamente, i quali rivestivano senza dubbio il ruolo di vertice dell’organizzazione poiché regolavano sia gli acquisti di stupefacenti, (presumibilmente in modo diretto dalle organizzazioni criminali sudamericane), sia organizzavano la spedizione della droga in Europa con particolare riguardo al territorio Italiano. Gli stessi poi si avvalevano di tutta una fitta rete di connazionali, presenti nelle varie province italiane (tra cui quella di Perugia) che si adoperavano per l’accoglimento dei corrieri, per la successiva distribuzione della cocaina, nonché per la raccolta del denaro che poi veniva inviato in Nigeria.
Gli arresti I sostituti procuratori Manuela Comodi e Giuliano Mignini hanno fatto richiesta al gip di 38 ordinanze di arresto con le accuse di associazione a delinquere per traffico internazionale, detenzione, importazione, trasporto, raffinazione, commercio, acquisto, illecita vendita e distribuzione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed eroina. Per 25 indagati, il Gip dispose gli arresti, gli altri invece erano stati già arrestati perchè sorpresi in flagranza di reato, durante le attività di spaccio. Questa attività investigativa, coordinata dal servizio centrale Operativo della polizia di stato e dalla direzione centrale per i servizi Antidroga, è stata inserita nel noto progetto “Hermes” (accordo di collaborazione tra forze di polizia sottoscritto dai capi di polizia italiana e nigeriana), pertanto, per tutta la durata delle indagini, l’ufficio titolare è stato affiancato da due ufficiali della polizia federale nigeriana che hanno ampiamente collaborato con la squadra Mobile soprattutto per quel che riguarda l’ascolto delle numerosissime conversazioni telefoniche intercettate, nei vari servizi di pedinamento e osservazione, sull’analisi delle liste d’imbarco dei voli aerei provenienti dalla Nigeria e nell’arresto dei soggetti cosidetti “corrieri” ed il relativo recupero della droga.
