Il tribunale di Perugia (©️Fabrizio Troccoli)

Infortunio sul lavoro a Valfabbrica: due persone sono state rinviate a giudizio per la morte di Andrea Serpericci, l’operaio 49enne rimasto ucciso l’11 gennaio 2024 mentre era impegnato nei lavori di sostituzione di una tubazione interrata in via dell’Acquedotto. Il giudice per l’udienza preliminare Natalia Giubilei ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Perugia: per gli imputati il processo inizierà il 25 marzo.

In aula Secondo quanto contestato il datore di lavoro e il preposto – entrambi originari di Todi, di 68 e 48 anni – hanno agito «per colpa consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia, nonché in violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro», permettendo lo svolgimento delle operazioni senza le necessarie misure di sicurezza. In particolare, lo scavo – profondo fino a 1,9 metri e largo circa 80 centimetri – non sarebbe stato dotato di adeguate armature di sostegno, nonostante la natura instabile del terreno e le infiltrazioni di acqua.

L’incidente Il 49enne, calatosi all’interno della buca, venne travolto dal cedimento di una parete e ricoperto di materiale terroso. «Serpericci – si legge nel capo di imputazione – si calava all’interno della buca di forma rettangolare ove veniva investito dal franamento di una delle pareti dello scavo e coperto di materiale terroso fino all’inguine; estratto dalla buca previa rimozione, a mano e con mezzi meccanici, dei detriti che gli coprivano e bloccavano gli arti, decedeva per arresto cardiorespiratorio». L’accusa è di omicidio colposo.

La nota La famiglia Serpericci non si è costituita parte civile in quanto ha già ottenuto un risarcimento tramite la Legal Service di Roma che ha gestito la pratica insieme al referente di zona Isac George.

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