di Fabio Toni
Nuovo rinvio a giudizio per Giuliano Marchetti, stavolta per omicidio premeditato della compagna Marianna Vecchione. Lo ha disposto il gip di Terni dopo la riformulazione dell’accusa da parte della procura. Nel frattempo Marchetti era tornato agli arresti domiciliari.
Il caso Con il rinvio a giudizio disposto dal gip Pierluigi Panariello, sembra essersi risolto il nodo rappresentato dal capo di imputazione a carico di Giuliano Marchetti, il 44 enne ternano che poco più di un anno fa sparò alla compagna Marianna Vecchione uccidendola sul colpo. Il sostituto procuratore Barbara Mazzullo ha infatti contestato all’imputato anche la premeditazione, allineandosi di fatto alle posizioni espresse dal gip Maurizio Santoloci nell’udienza dello scorso dicembre. In quell’occasione il giudice, anziché emettere la sentenza secondo le modalità del giudizio abbreviato, aveva rimesso gli atti alla procura per un’integrazione dell’accusa. Per il giudice, infatti, sussistevano i presupposti della premeditazione.
Rischio pena più alta Una scelta che aveva spiazzato la stessa procura, pronta a ricorrere in Cassazione contro la decisione. Ora è arrivato il cambio di rotta, anche se il ricorso pendente potrebbe cambiare di nuovo le carte in tavola. Per l’imputato, in ogni caso, la questione si fa più complicata. Per un reato così riformulato la pena base è l’ergastolo che, con l’abbreviato, potrebbe scendere a 30 anni. La prima udienza in corte d’assise è stata fissata per il prossimo 10 luglio.

