di Fabio Toni
Colpo di scena nella vicenda giudiziaria di Giuliano Marchetti, il 43 enne ternano finito a processo per l’omicidio della sua compagna Marianna Vecchione. Due i ricorsi presentati in cassazione contro l’ordinanza emessa dal gip Maurizio Santoloci nell’ultima udienza del 14 dicembre. Uno da parte del legale difensore dell’uomo, l’avvocato Roberto Spoldi, e l’altro dal pubblico ministero Barbara Mazzullo.
Il nodo della premeditazione Tutto ha origine dall’udienza dello scorso 14 dicembre e dalla decisione del giudice di rinviare gli atti alla procura per una diversa valutazione del capo di imputazione. Per Santoloci, sull’omicidio pesa anche l’aggravante della premeditazione: convinzione maturata durante l’intero arco del procedimento. Diverso il parere del pm Barbara Mazzullo e, ovviamente, dell’avvocato difensore di Giuliano Marchetti.
Il ricorso Ora l’avvocato Spoldi e il pm chiedono che quell’ordinanza venga annullata e che il giudice si esprima in base all’accusa formulata in origine. Lo stesso legale ha presentato appello per la revoca degli arresti a cui è sottoposto Giuliano Marchetti, attualmente detenuto in carcere. Sulla questione, il tribunale della libertà si esprimerà il prossimo 20 gennaio.
Le reazioni «Ho ricevuto soltanto le notifiche riguardanti il ricorso in cassazione – spiega l’avvocato Massimo Proietti che rappresenta i familiari della vittima – Esprimo perplessità per la condotta del pubblico ministero: l’ordinanza con cui il gip ha accolto la richiesta di rinviare gli atti alla procura, ci appare fondata. Sorprende la determinazione della procura nel voler evitare a tutti i costi la contestazione della premeditazione all’imputato. La nostra è comunque un’attesa serena – aggiunge l’avvocato Proietti – perché riteniamo che la cassazione possa confermare il provvedimento emesso dal tribunale. Su questo aspetto c’è una giurisprudenza consolidata».

