Il cancello della casa dove è avvenuto l'omicidio-suicidio (Foto Maccari)

di Barbara Maccari

«Riposa in pace bellissimo angelo», «Eri una persona così sensibile, disponibile e veramente unica nel tuo essere. Non lasciavi trapelare nulla solo un gran sorriso», «La tristezza di questo momento possa darci la forza di dimenticare quello che è accaduto, vi porterò sempre nel mio cuore». Sono solo parte dei tanti messaggi arrivati sulla bacheca Facebook di Laura Arcaleni dopo la tragedia di venerdì sera a Uppiano, vicino Città di Castello, dove un poliziotto di 41 anni ha ucciso la moglie e poi si è suicidato. Un’intera comunità sotto shock, sconvolta dalla notizia arrivata in una ventosa e fredda sera di marzo.

VIDEO. QUANDO LA POVERA LAURA FU INTERVISTATA DA U24

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Biglietto Una tragedia che non trova, al momento, alcun movente chiaro, anche se sembra che potessero esserci dei problemi nella coppia, ma non tali da far temere un epilogo così tragico. Probabile, da parte della donna, l’intenzione di separarsi dal marito. Secondo le prime ricostruzioni inoltre sembra che Yuri abbia lasciato un biglietto in cui ha spiegato i motivi del suo drammatico gesto.

La storia Laura Arcaleni e Yuri Nardi, 40 e 41 anni, sposati dal 2006, da qualche tempo si erano trasferiti in una villetta isolata ad Uppiano, frazione tifernate nelle colline a pochi chilometri da Villa Montesca. Qui Laura, figlia del presidente della banda musicale locale, gestiva da oltre un anno, assieme ad un socio, la comunità educativa residenziale per minori «Mani di Crisalide». In precedenza aveva lavorato per anni con la Croce rossa. Yuri, dedito al lavoro e al dovere, prestava servizio alla squadra volante di Città di Castello.

Chiamata al 113 A trovare i corpi dei coniugi, e chiamare il 113, è stato proprio il socio di Laura, che avrebbe notato delle luci provenire dalla rimessa e pensando che si trattasse di ladri sarebbe andato a controllare facendo la tremenda scoperta dei corpi a terra e già privi di vita. Sul posto sono arrivati nella tarda serata di venerdì gli agenti del commissariato tifernate, guidati dal vicequestore Marco Tangorra, la scientifica e il pm Manuela Comodi, per i rilievi del caso e per ricostruire i fatti. Una dinamica comunque ancora al vaglio degli investigatori, che devono definire i dettagli

Bacchetta «Non ci sono parole né servirebbero – dice in una nota il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta – per manifestare il cordoglio dell’Amministrazione comunale per la tragedia che tocca profondamente ognuno di noi. Siamo vicini alla famiglia ed abbracciamo forte il presidente».