La Scientifica compie i rilievi (Foto Fabrizi)

L’omicidio-suicidio di Spoleto si è consumato domenica mattina. E non sabato notte come era stato ipotizzato in un primo momento dagli inquirenti. Come riportano i quotidiani locali a collocare i fatti tra le 8 e le 11 del mattino è stato tanto il secondo esame obiettivo sulle salme quanto i tabulati telefonici.

Le telefonate Prima delle tre ore di follia Lino Monteverde chiama al cellulare la moglie Simonetta e il figlio Michele. Tra le 8.30 e le 9 del mattino Lino, l’impresario edile di 55 anni, preme per ben due volte il tasto verde del proprio cellulare. Parte della famiglia non viveva più nella bifamiliare giallo tempera di via Blasioli. Da circa un mese Simonetta e Michele si erano trasferiti altrove. E lui quella mattina li ha chiamati, probabilmente disperato. Difficile per ora capire se le due chiamate Lino le abbia fatte qualche attimo prima o qualche attimo dopo aver freddato il suocero, Umberto Roscini di 83 anni che abitava al pianterreno del civico 44. Così come per il momento resta da chiarire cosa Monteverde abbia detto a sua moglie prima di puntarsi alla tempia quella Beretta 7.65 e premere il grilletto per la seconda volta.

Martedì l’autopsia Le salme di genero e suocero sono state trasportate all’Istituto di medicina legale di Perugia. Qui martedì mattina la dottoressa Laura Pagliacci Reattelli eseguirà l’autopsia sui due corpi. I funerali, invece, potrebbero essere celebrati già giovedì

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