Julia Tosti

di Fra. Mar.

Li ha cercati con lo sguardo fino all’ultimo. Pensava di vederli arrivare e guardarli finalmente in faccia. Ma loro non si sono presentati. E adesso dovrà attendere probabilmente il processo di primo grado per guardare negli occhi l’uomo che lei stessa ha accusato di aver tentato  di toglierle la vita e di aver ucciso Alessandro Polizzi. Julia Tosti, accompagnata dalla mamma  e dai suoi legali Luca Maori e Donatella Donati, ha seguito tutta l’udienza davanti al gup Lidia Brutti che nel prossimo mese deciderà sul rinvio a giudizio di Riccardo e Valerio Menenti.  

Le parti civili Insieme a lei in aula c’erano anche il fratello minore della vittima e i genitori, assistiti dagli avvocati Giovanni Rondini e Nadia Trappolini. La difesa ha chiesto l’esclusione della costituzione di parte civile dei genitori di Julia Tosti, ma il giudice ha rigettato la richiesta e ha ammesso tutte le parti civili. Dunque, oltre a tutta la famiglia Polizzi, anche i genitori di Julia Tosti, che ancora oggi, a quasi nove mesi dal delitto, ha paura a dormire da sola e ad uscire da sola, potranno essere beneficiari di un eventuale risarcimento.

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Il sequestro Gli avvocati della famiglia Polizzi poi hanno chiesto anche il sequestro conservativo penale dei beni dei Menenti, già sottoposti a sequestro conservativo disposto dal tribunale civile. Il giudice, dopo oltre due ore di camera di consiglio, ha deciso di confermare il sequestro conservativo di beni per un milione e mezzo di euro.

La difesa La difesa di Riccardo e Valerio, composta dagli avvocati Manuela Lupo per Menenti junior, Giuseppe Tiraboschi per Riccardo Menenti e Francesco Mattiangeli per entrambi, non ha intenzione di chiedere alcun rito alternativo, ma solo delle perizie. In particolare, i legali, che mirano a dimostrare la completa estraneità di Valerio Menenti e la non premeditazione di Riccardo, chiedono che venga fatto un esperimento per dimostrare che Riccardo non ha aperto la porta del palazzo di via Ettore Ricci con le chiavi, una perizia genetica sul piede di porco, e, tra le altre cose, la trascrizione delle conversazioni ambientali tra padre e figlio spiate per oltre un mese.

Le richieste Da quei dialoghi infatti per la difesa emergerebbero degli elementi che potrebbero alleggerire la posizione di loro indagati . Riccardo infatti spiegherebbe a Valerio come andarono le cose quella notte, ribadendo che lui non voleva uccidere Alessandro Polizzi, e che la pistola non l’aveva portata lui. Inoltre, gli avvocati Mattiangeli, Tiraboschi e Lupo, hanno intenzione di giocarsi la carta di una consulenza genetica per il Dna sulla pistola.

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