di Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli
Valerio non parla, Riccardo ribadisce la propria innocenza. Questo è avvenuto durante l’interrogatorio di garanzia che si è svolto davanti al gip Luca Semeraro nel carcere di Capanne, alla presenza dell’avvocato Luca Patalini, difensore dei Menenti, e del sostituto procuratore Antonella Duchini, che conduce le indagini. Questo all’indomani dell’arresto dell’ex di Julia e del padre 54enne con le pesanti accuse di aver ucciso Alessandro Polizzi e del tentato omicidio di Julia Tosti.
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Valerio tace L’interrogatorio è durato poco più di un’ora e mezza. All’uscita del carcere, l’avvocato Patalini ha detto di aver consigliato a Valerio di avvalersi della facoltà di non rispondere «anche perché – dice – l’ho trovato abbastanza agitato e gli ho quindi suggerito di leggere bene la situazione di quello che è successo».
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LA PERQUISIZIONE: FOTOGALLERY – VIDEO
Riccardo parla Il padre Riccardo, invece, secondo quanto afferma il legale «ha risposto puntualmente a tutte le domande dei magistrati». Cosa ha detto? «Non posso entrare nei dettagli – spiega l’avvocato -, ma ha confermato quanto sempre detto ovvero che quella sera si trovava a Frontignano e di non avere mai posseduto un’arma da fuoco, né pistola né un fucile né nient’altro».
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INTERVISTA A VALERIO DI ‘CHI L’HA VISTO?’
Figlio molto scosso Sulle condizioni dei due: «Il padre è molto tranquillo, è una persona della mia stessa età – afferma Patalini – ed è molto calmo e sereno, mentre Valerio dopo una notte in carcere l’ho trovato molto scosso».
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Fiduciosi Sull’esito della vicenda «siamo fiduciosi – dice ancora l’avvocato – che proprio dalle indagini emergeranno altri elementi che individueranno i veri responsabili e le vere ragioni di questo delitto perciò siamo disponibili a contribuire ad approfondire ulteriormente».
IL GIORNO DEL DELITTO: FOTOGALLERY – VIDEO
Scientifica al lavoro In mattinata sono iniziati, intanto, gli accertamenti irripetibili della polizia scientifica sulle auto e sulle moto dei Menenti, compreso il furgone bianco che Riccardo, secondo l’accusa, avrebbe usato per spostarsi la sera dell’omicidio. La polizia, coordinata dal capo della mobile Marco Chiacchiera, cerca tracce di sangue o polvere da sparo. Elementi che inchioderebbero il 54enne al luogo del delitto.
