I familiari di Luca Rosi col sindaco Boccali

di Iv. Por.

«Oggi contano solo i soldi e per i soldi si ammazza una persona così, come un coniglio». Esprime lo sconcerto della comunità con queste parole Il parroco di Ramazzano, Mariano Cesaroni, prima di dire messa a San Tommaso. Negli occhi ancora l’orrore del terribile delitto di Luca Rosi. Per lunedì in programma una fiaccolata.

Giustizia va applicata «Oggi non abbiamo più valori, non abbiamo più niente – ha detto monsignor Cesaroni -. Non si sa più che cosa fare in questa società di materialismo. Ma la giustizia umana deve essere applicata. Poi, il perdono cristiano è un’altra cosa». Per il parroco «la reazione della comunità è di sdegno, ma anche pacata, non violenta. I sentimenti sono di sofferenza e dolore». Monsignor Cesaroni ha celebrato tre battesimi: i tre bimbi, Federico, Riccardo e Leonardo, «simboleggiano quasi una rinascita del paese, dopo quello che è successo – ha osservato il parroco – però la malvagità umana è forte».

Vicino alla famiglia Il parroco si dice vicino alla famiglia. «Vorrei stringere i familiari di Luca al cuore e basta, non ci sono parole per un padre che era al bar con gli amici, lo vengono a chiamare e gli dicono che hanno ammazzato suo figlio». Anche il vescovo Bassetti ha fatto pervenire parole di vicinanza alla famiglia e potrebbe andare presto a visitarla.

La famiglia abbracciata dalla comunità La famiglia, Bruno Rosi e la moglie Ivana, sono intanto ospiti dalla figlia Maria Grazia, sempre a Ramazzano. Domenica mattina è stato un viavai di amici e conoscenti a portare ognuno la propria solidarietà. Sabato avevano ricevuto la visita del sindaco Wladimiro Boccali.

Lunedì una fiaccolata in paese Per lunedì sera nel paese di Ramazzano è stata indetta una marcia organizzata da un compitato spontaneo di cittadini che partirà alle 20.30 dall’abitazione dove è avvenuta la rapina. Si muoverà poi verso la chiesa del paese, dove ci sarà un momento di raccoglimento e di preghiera da parte del parroco don Mariano, che parteciperà anche lui alla fiaccolata. I promotori hanno sottolineato che «si tratta di un’iniziativa senza colore politico, ma che nasce dalla rabbia e dallo sconforto dei cittadini per quanto accaduto e che fa venir meno la sicurezza per tutti noi»

La paura Intanto nella frazione non si sono smorzati paura e sgomento. La gente fa fatica a trovare le parole. Anche perché la rapina dai Rosi è stata solo l’ultimo dei colpi, quello finito in tragedia. «Poteva succedere a tutti – dice un passante – tanti si sono trovati i ladri in casa».

Il racconto di Claudio: vita deteriorata Un lettore di Umbria24, Claudio di Perugia, scrive la sua storia: «Anch’io sono stato rapinato, ma per fortuna io e mia moglie non siamo stati svegliati perché hanno trovato soldi in casa. Sono arrivati anche in camera da letto e se non avessero trovato quei soldi ci avrebbero certamente svegliato. Alla fine non ci è successo nulla e ringrazio il cielo ogni giorno per la fortuna che abbiamo avuto. Ma da quel giorno la qualità della nostra vita è irrimediabilmente deteriorata: nonostante l’installazione di un sistema d’allarme di ultima generazione mia moglie continua a barricarsi in casa e appena fa buio non osa mettere un piede in terrazza. Noi ci sentiamo irrimediabilmente segnati da questa esperienza, indifesi e inermi in casa nostra».

«Sono stufo di tutto questo» Prosegue Claudio: «Immagino cosa stia passando la famiglia di questo povero ragazzo e il bambino che, temo, resterà traumatizzato per tutta la vita. Non nascondo di essermi commosso e abbraccio idealmente questa famiglia. Mi chiedo solo per quanto tempo vogliamo continuare a subire la violenza brutale di queste bande di stranieri che scorrazzano indisturbate a casa nostra, sicuri che anche se presi se la caveranno con poco. Una vera e propria impunità che incoraggia questa gente a delinquere in Italia. Tanto troveranno sempre il magistrato che, interpretando le leggi sempre in favore dell’imputato, li farà uscire di galera poco dopo. Ma se uno di noi reagisce e se ha un’arma spara, allora viene perseguito, processato e condannato dalla giustizia italiana. Non so voi, ma io sono stufo di tutto questo!».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.