L'abitazione di Moracci (foto Marta Rosati)

di Massimo Colonna

I giudici della corte d’assise d’appello di Perugia hanno rivisto la sentenza di primo grado nei confronti di Elvis Epure e Gheorghe Buzdugan, esecutori materiali dell’omicidio del 91enne Giulio Moracci. Diciotto anni a ciascuno invece dell’ergastolo, con l’accusa che passa da omicidio volontario e preterintenzionale. Questa la decisione arrivata mercoledì nel primo pomeriggio dopo l’udienza a Perugia iniziata intorno alle 9.

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La sentenza Rivista così la sentenza di primo grado, quella firmata dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Terni, Maurizio Santoloci, che aveva condannato i due giovani rumeni all’ergastolo proprio con le accuse di omicidio volontario, rapina aggravata e sequestro di persona. Tutti reati consumati il 28 aprile 2015 nell’abitazione di via Andromeda a Gabelletta. Dopo la camera di consiglio ecco dunque la nuova decisione: non più carcere a vita ma 18 anni per ciascuno dei due imputati.

I due condannati chiedono scusa In aula mercoledì erano presenti gli avvocati difensori Luca Maori e Giuseppe Squitieri e il legale di parte civile, Andrea Colacci, che rappresenta la famiglia Moracci. Dopo la requisitoria della procura generale, che ha richiesto la conferma dei due ergastoli, hanno preso la parola anche Epure e Buzdugan attraverso delle dichiarazioni spontanee in cui hanno ricostruito la propria versione dei fatti. I due hanno sostanzialmente chiesto scusa per quello che è successo e hanno chiesto ai giudici una riduzione della pena rispetto alla sentenza di primo grado. Poi la parola è passata alle difese prima della camera di consiglio, conclusasi intorno alle 14.

Le reazioni Il reato contestato passa così da omicidio volontario a preterintenzionale. In altre parole secondo i giudici l’aver ucciso Giulio Moracci è un atto che è andato ‘oltre le intenzioni’ dei due rapinatori. «Siamo moderatamente soddisfatti – spiegano dopo la lettura della sentenza gli avvocati difensori Squitieri e Maori – perché la presa di posizione del primo grado è stata di fatto ribaltata. Ora aspettiamo di leggere le motivazioni per capire meglio. Comunque andremo avanti in Cassazione perché riteniamo che in questo caso si debba parlare di omicidio colposo, anche se con colpa grave». «Una sentenza che giuridicamente mi lascia perplesso – è il commento a caldo del legale di parte civile Colacci – in quanto non ho ben chiaro come si possa parlare di omicidio preterintenzionale in uno scenario come questo. Comunque aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza per capire come muoverci».

L’altro troncone Intanto il 26 aprile ancora nelle aule del tribunale di Perugia si svolgerà l’udienza di appello relativa all’altro troncone relativo all’omicidio Moracci. Nel primo pronunciamento sono stati inflitti 26 anni di carcere a Claudio Lupi, 24 a Gianfranco Strippoli e 20 anni ciascuno per il presunto palo Daniel Buzdugan e per la colf Angela Cioce. I quattro dovevano rispondere delle accuse di omicidio volontario con dolo eventuale, rapina, sequestro di persona e lesioni.

@tulhaidetto

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