Le lacrime di Amanda dopo l'assoluzione (Foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

Potrebbe arrivare lunedì prossimo l’ultimo verdetto nella storia giudiziaria scaturita dall’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.  Il nuovo appuntamento con il destino, giuridico, ma non solo, per  Raffaele Sollecito e Amanda Knox, assolti in secondo grado dalla corte d’assise d’appello di Perugia è  infatti fissato per lunedì 25 marzo  davanti alla prima sezione penale della Corte di Cassazione.

Scenari La Suprema Corte potrebbe infatti confermare la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d’assise d’Appello di Perugia rendendola così definitiva. Ma potrebbe anche, e questo sperano i grandi accusatori degli ex fidanzati, annullarla, in parte o completamente e rinviare gli atti del processo alla corte d’appello di Firenze per un nuovo esame del processo. Solo

Manca prova colpevolezza Nelle motivazioni con cui la Corte d’assise d’Appello di Perugia aveva assolto in secondo grado Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall’accusa di aver ucciso Meredith Kercher i giudici avevano parlato di «mancanza di prova di colpevolezza».

Motivazioni assoluzione Nelle 144 pagine di motivazioni i giudici estensori avevano sostenuto che «gli unici elementi indiziari che rimangono fermi, ( consumazione del reato di calunnia( verso Patrick Lumumbam, ndr, ) ma privo dell’aggravante contestata, non totalmente comprovata veridicità dell’alibi e dubbia attendibilità del teste Quintavalle, non consentono neanche nel loro insieme di pervenire a ritenere comprovata in qualche modo la colpevolezza di Amanda Knox e Raffaele Sollecito». Per i giudici della Corte d’assise d’appello di Perugia, il processo di secondo grado in cui la perizia scientifica aveva di fatto rimesso in discussione il castello accusatorio,  non era possibile una «pronuncia di colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio» .

Contro i giudici di primo grado «La corte d’Assise di primo grado-  scrivevano ancora nelle  motivazioni- , per poter ricostruire la vicenda sottoposta al suo esame ha ritenuto di poter coordinare elementi di fatto, ritenuti di per sé stessi certi ma di significato non del tutto univoco, in un quadro unitario nell’ambito del quale ciascuno di quegli elementi potesse conseguire un chiarimento definitivo e tutti, nel loro insieme, un significato univoco, si da assurgere a prova di colpevolezza»

Mancano mattoni «Ora però – scrivevano ancora  i giudici di secondo grado-  sono venuti meno gli stessi ‘ mattoni’ di quella costruzione: non si tratta cioè soltanto di una diversa ricollocazione di quei ‘mattoni’, tale da non consentire l’attuazione del progetto architettonico disegnato, ma piuttosto di una mancanza del materiale necessario per la costruzione».

Il ricorso A fare ricorso contro la sentenza di assoluzione era stata la procura generale di Perugia. E il procuratore generale di Perugia Giovanni Galati, dopo aver depositato l’istanza  in Cassazione aveva parlato di sentenza «da annullare». «Ci sono ragioni puntuali per annullarla» aveva detto ancora. Per il procuratore di Perugia,  Giovanni Galati, nelle motivazioni della sentenza con cui i giudici di secondo grado hanno assolto  gli ex fidanzati, in primo grado condannati a 25 e 26 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher, «ci sono tanti errori e tante omissioni. C’è un’inconsistenza della motivazione, un argomentare inutile che non porta a nulla».

Il procuratore «E’ come se si fosse deciso dell’omicidio di Meredith Kercher ex novo –aveva aggiunto  il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola -, basandosi solo sugli argomenti della difesa. Normalmente il giudice d’appello valuta l’iter argomentativo del giudice di primo grado e lo confronta con i nuovi elementi. Ma questo è mancato del tutto: in sentenza non c’è confronto tra gli accertamenti di primo e di secondo grado. E’ stato valorizzato solo quanto fatto in appello».

A Roma In Cassazione, per chiedere l’annullamento della sentenza di assoluzione di secondo grado, avevano  fatto ricorso anche i famigliari di Meredith Kercher, tramite il loro legale Francesco Maresca. Con motivazioni opposte, anche i legali di Amanda Knox avevano fatto ricorso contro la condanna per la calunnia ( contro Patrick Lumumba, ndr)confermata anche dai giudici di secondo grado di Perugia.

Storia In primo grado i due ex fidanzatini erano stati condannati a 25 e 26 anni di reclusione. Sia Knox che Sollecito si sono sempre dichiarati innocenti. Per l’omicidio di Meredith Kercher, uccisa nella sua abitazione di Perugia la notte tra il primo e due novembre del 2007, in carcere c’è il cestista ivoriano Rudy Hermann Guede,  che sta scontando una condanna definitiva a 16 anni di reclusione. Anche lui, come Knox e Sollecito si è sempre detto innocente. Dopo l’assoluzione dell’ottobre del 2011, Amanda Knox è tornata a vivere a Seattle, mentre Raffaele Sollecito ha ripreso i suoi studi all’università di Verona.

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