Raffaele Sollecito dopo la sentenza (Foto Fabrizio Troccoli)

«La Corte d’Appello di Perugia ha avuto l’onestà d’animo e il coraggio di distruggere quelle idee preconcette, basate su fatti non reali, che a me e ad Amanda sono costati quattro anni di carcere, quattro anni di vita sottratta». Raffaele Sollecito parla per la prima volta dopo il deposito delle motivazioni della sentenza al processo d’appello per l’omicidio di Meredith Kercher in un’intervista esclusiva rilasciata al direttore di TgNorba24 Enzo Magistà, che sarà trasmessa questa sera su Telenorba 7 e TgNorba24 (in onda sul digitale terrestre e sul canale 510 della piattaforma Sky).

Sollecito: la sentenza spazza via fantasmi «La sentenza è netta e precisa e ha spazzato via fantasmi e spauracchi», ha aggiunto Sollecito. «Sono spiegati tantissimi particolari che prima d’ora non si è mai voluto spiegare e affrontare». «Ora ti senti più tranquillo?», gli ha chiesto Magistà. «Sono tranquillo del fatto che questi punti sono stati chiariti. Ora io e i miei familiari siamo più ottimisti. Sono sempre stato pulito e questa sentenza lo dimostra».

Sollecito a Perugia per deposito motivazioni sentenza Quando è stata depositata la sentenza Sollecito si trovava a Perugia. «Un’incredibile coincidenza», ha spiegato. «Ero lì per incontrare i miei avvocati. Perugia è una città a cui sono legato: ho tanti bei ricordi e tanti amici. E poi questa triste parentesi non ha nulla a che vedere con la città. Non è stata Perugia a procurarmi questa sofferenza, ma solo un errore giudiziario». Ai pubblici ministeri che hanno condotto l’accusa nei suoi confronti Sollecito augura di vivere un Natale sereno in famiglia. «Non ho rancore verso Pm e polizia», dice il ragazzo. «Hanno fatto il loro lavoro. Spetta ad altri il compito di giudicare quel lavoro».

Sollecito: io non ancora guarito A tre mesi dalla scarcerazione Raffaele Sollecito non si sente del tutto «guarito». «Ho ancora bisogno di essere curato dentro», spiega rispondendo ad una domanda del direttore di TgNorba24. «Grandi difficoltà non ci sono, però devo ancora abituarmi a certe nuove situazioni. Penso siano le stesse difficoltà che sta vivendo Amanda, anche se indubbiamente intorno a lei c’è un’attenzione mediatica maggiore». Cosa riserverà il 2012 a Raffaele Sollecito? «Il mio obiettivo principale è quello di laurearmi, per poi iniziare a fare delle esperienze lavorative. Mi piacerebbe lavorare nel campo dei videogames. Poi sto lavorando a un libro: ho firmato un contratto con un’agenzia di management letterario di Seattle, anche se con Amanda non c’entra nulla, non abbiamo in programma libri in comune. Solo che da lì, dagli Usa, ho ricevuto la maggiore solidarietà e così mi è sembrato naturale affidarmi a dei professionisti di quella città. Per il resto nulla, voglio solo tornare ad una vita quanto più normale».

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