di Fra. Mar.
La richiesta di condanna per Amanda Knox e Raffaele Sollecito arriverà lunedì pomeriggio intorno alle 18. Intanto il sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Firenze Alessandro Crini sta tessendo una requisitoria molto ben pensata. «L’alibi di Amanda Knox e Raffaele Sollecito è falso, erano sul luogo del delitto. La sentenza di assoluzione di secondo grado di Perugia è stata rasa al suolo dalla Cassazione». «Chiedo alla Corte di non rifare l’errore compiuto nel metodo dalla corte d’assise d’appello di Perugia che ha assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito atomizzando gli elementi di accusa: ha separato, invece di unire gli elementi, perdendo così una visione di insieme».
L’aggravante Il magistrato infatti, in virtù di una aggravante collegata alla condanna per calunnia di Amanda Knox, potrebbe procedere alla richiesta della pena più alta per i due ex fidanzati, condannati e poi assolti per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. La difesa di Amanda Knox aveva fatto ricorso contro la condanna per la calunnia – quando la Knox aveva accusato Patrick Lumumba dell’omicidio -, ma la Corte di Cassazione lo aveva rigettato, facendo passare in giudicato quella condanna, che per alcuni potrebbe essere aggravata dal fatto di essere stata commessa per sottrarsi alle proprie responsabilità in merito all’omicidio. Amanda Knox e Raffaele Sollecito in primo grado a Perugia vennero condannati a 26 e 25 anni di reclusione perché vennero concesse loro le attenuanti generiche, che potrebbero non essere nuovamente sollecitate in questo caso.
Parti civili Dopo la procura, martedì sarà la volta delle parti civili: l’avvocato Carlo Pacelli parlerà per conto di Patrick Lumumba, e poi a seguire darà la volta dei tre legali della famiglia Kercher, Francesco Maresca, Serena Perna e Vieri Fabiani. La famiglia della vittima non sarà presente per queste udienze, ma ha annunciato che verrà invece a Firenze per la sentenza che verrà emessa il 10 gennaio prossimo.
Le difese Intanto, ci saranno altre due udienze a ridosso del periodo natalizio, in cui le difese dei due imputati cercheranno di convincere la Corte d’Assise d’Appello di Firenze ad assolvere nuovamente i due imputati, che si sono sempre dichiarati innocenti ed estranei al barbaro delitto di Meredith Kercher. Lo ha fatto Raffaele Sollecito la scorsa udienza davanti ai giudici: «Mi hanno descritto come un assassino spietato –ha detto – ma io non sono nulla di tutto questo. Sto battagliando tutti i giorni per la verità».
La perizia Durante la precedente udienza del sei novembre, davanti ai giudici avevano deposto anche gli esperti del Ris che hanno analizzato la traccia ‘I’ repertata sulla lama del coltello ritenuta arma del delitto dall’accusa ed attribuita ad Amanda Knox. La traccia ‘I’ era stata isolata dai periti della Corte d’Asssie d’Appello di Perugia sulla lama del coltello sequestrato a casa di Sollecito, su cui, oltre alla traccia attribuita senza contestazioni alla Knox e a quella attribuita- con forti contestazioni da parte delle difese – alla vittima, proprio in prossimità della traccia che hanno analizzato i Ris.
Le interpretazioni Il fatto che il Dna sia di Amanda ha già aperto due fronti interpretativi: quello dell’accusa che indica in Amanda l’esecutrice materiale del delitto, e quindi il suo Dna su quel punto della lama quasi attaccato all’impugnatura, ne è una conferma. E quello delle difese che leggono nella presenza del Dna della Knox su quel coltello sequestrato in casa di Sollecito, un normale uso in cucina.


Io voglio scusarmi per i miei commenti precdenti e confermo che si deve essere sicuri prima di arrivare al culmine dell’odio che non farà riportare in vita Meredith
Io voglio scusarmi per i miei commenti precdenti e confermo quello che ho detto prima: prima di essere sicuri di arrivare al culmine dell’odio che non riporterà in vita Meredith.
Aspetto il mio turno