Trent’anni per Amanda Knox e 26 anni di reclusione per Raffaele Sollecito. Sono queste le richieste del pg Alessandro Crini arrivate alla fine della sua requisitoria al processo d’appello bis per l’omicidio di Meredith Kercher, davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze. Il pg ha inoltre chiesto la riformulazione a quattro anni di condanna per il delitto di calunnia contestato ad Amanda Knox, per « il carattere non estemporaneo della calunnia stessa » ma «tarata per creare depistaggio». Il pg ha infine chiesto che non siano concesse agli imputati le attenuanti generiche, escludendo invece le aggravanti per i futili motivi.
La dinamica Crini ne è certo, Amanda e Raffaele erano lì e hanno concorso entrambi all’uccisione di Meredith Kercher. Lo hanno fatto insieme a Rudy Guede. Secondo la ricostruzione fatta dall’accusa fiorentina, mentre Guede abusava sessualmente di Meredith Kercher, mentre era supina sul pavimento della sua stanza, Raffaele Sollecito e Amanda Knox la tenevano uno a destra e uno a sinistra. «Bocca e collo della vittima erano contenuti in un modo feroce per evitare che Meredith desse in escandescenze ed urlasse – ha detto Crini- quando infatti la vittima urlò, arrivò la coltellata feroce alla gola».
Due coltelli Per Crini, Meredith venne uccisa con due coltelli, «un coltellino, tenuto in mano da Sollecito» usato per tagliare il suo reggiseno e «per alzare la temperatura della vicenda e un altro, più grande, su cui la presenza del dna della Knox è chiarissima. E’ presente con il suo profilo, non è una suggestione. Il dna di Amanda è presente in un punto molto particolare, fra l’impugnatura e la lama. Una posizione del dna significativa ed inquietante». Inoltre per il pg il «coltello è palesemente non contaminato».
La federa Per il magistrato inoltre, anche «sulla federa, baricentro di questa maledetta storia furono ritrovate un’impronta palmare di Rudy Guede ed una di una scarpa. Devo pensare alla stessa Knox che ha dichiarato lei stessa di esserci stata. L’impronta era a pochi centimetri da quella di Guede».
Raffaele e il gancetto Quanto al profilo genetico di Raffaele Sollecito sul gancetto del reggiseno di Meredith , Crini ha detto: «la presenza del dna di Raffaele Sollecito è certa». Il magistrato ha definito «la contaminazione ‘puntiforme’ o un reato, secondo le indicazioni che ci fornisce la Cassazione, oppure è un ossimoro biologico’. Non ha senso che si possa contaminare un oggettino nascosto, senza contaminare una quantità di cose. Evidentemente – ha concluso Crini – non c’è possibilità di contaminazione». Dopo le richieste dell’accusa, sarà il momento delle parti civili. Il 16 e 17 dicembre sarà la volta delle difese. La sentenza è prevista per il dieci gennaio.
