di Francesca Marruco e Antioco Fois

Condannati. La Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha nuovamente condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. La Corte ha riconosciuto l’aggravante per il reato di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba e per questo ha rivisto la condanna di Amanda a 28 anni e sei mesi di reclusione, mentre per Sollecito  ha confermato la condanna inflittagli in primo grado a Perugia a 25 anni di reclusione. La Corte ha quindi accolto l’indicazione della Cassazione sul reato di calunnia che, alla luce della nuova lettura dei fatti, è aggravata dal fatto di averla commessa per assicurarsi l’impunità.

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LE REAZIONI DEI PROTAGONISTI

Le misure cautelari La Corte d’Assise d’Appello di Firenze, riguardo alla richiesta di misure cautelari avanzate dal pg Alessandro Crini, ha inoltre stabilito che Amanda «trovasi legittimamente nel suo paese di origine e non sussiste pericolo di fuga da territorio nazionale». quindi per lei non c’è bisogno di alcuna custodia cautelare. Per Sollecito invece, che «ha evidenziato la disponibilità di supporti logistici in paesi in relazione ai quali lo Stato italiano non risulta legato da accordi di assistenza giudiziaria», la Corte ha disposto il divieto di espatrio, perché «sussiste concreto e attuale pericolo di fuga».

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Annichilito e impietrita Raffaele, che ha partecipato all’ultima udienza, ha poi deciso nel pomeriggio di non essere presente alla lettura della sentenza e  ha saputo del verdetto dalla televisione. Al suo avvocato Luca Maori è apparso «annichilito». Anche Amanda Knox, che invece ha atteso la sentenza in casa della madre a Seattle, avvertita telefonicamente dall’avvocato Carlo Dalla Vedova, è sembrata «impietrita», non ha né pianto né parlato. Alla Abc, la Knox ha detto di essere «spaventata e rattristata da una sentenza ingiusta».

Nessuna celebrazione In aula al momento della sentenza il fratello e la sorella di Meredith Kercher. Lyle Kercher, al termine della lettura del verdetto, ha detto che «non è il momento di celebrare ma non potevamo sperare in un finale migliore e comprendo benissimo perché Amanda e Raffaele non siano venuti in aula, ma noi abbiamo sempre supportato il lavoro dell’accusa».

Le reazioni L’avvocato Giulia Bongiorno ha parlato di «sentenza mediatica, mentre l’avvocato Luca Maori si è detto esterrefatto. L’avvocato di Amanda Knox Luciano Ghirga ha detto di essere«dispiaciuto per me e per Amanda». Di tenore opposto invece i commenti del legale dei Kercher Francesco Maresca che ha parlato di grande soddisfazione.

L’accusa Il sostituto procuratore generale Alessandro Crini aveva chiesto la condanna a 30 anni di carcere per Amanda Knox e 26 per Raffaele Sollecito. Il pg aveva chiesto alla Corte presieduta dal giudice Alessandro Nencini, in caso di condanna «una misura cautelare adeguata» per far si che i due imputati non possano sottrarsi alla giustizia italiana. Il pg non aveva specificato quale misura cautelare applicare agli ex fidanzati in caso di condanna.

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La ricostruzione accusatoria Alessandro Crini, nella sua lunghissima requisitoria durata due giorni, aveva ricostruito quelli che secondo lui sono stati gli eventi, e quale il movente che avrebbe mosso la mano assassina dei due imputati. Crini ne è certo, Amanda e Raffaele erano lì e hanno concorso entrambi all’uccisione di Meredith Kercher. Lo hanno fatto insieme a Rudy Guede. Secondo la ricostruzione fatta dall’accusa fiorentina, mentre Guede abusava sessualmente di Meredith Kercher, mentre era supina sul pavimento della sua stanza, Raffaele Sollecito e Amanda Knox la tenevano uno a destra e uno a sinistra. «Bocca e collo della vittima erano contenuti in un modo feroce per evitare che Meredith desse in escandescenze ed urlasse – ha detto Crini- quando infatti la vittima urlò, arrivò la coltellata feroce alla gola».

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Difese: Rudy unico colpevole Le difese invece, sono sempre state portatrici di una verità opposta che l’avvocato Giulia Bongiorno ha esposto nella sua arringa: «l’aggressione è stata fatta da una sola persona e quella persona è stata già condannata, si tratta di Rudy Guede. Tutto il resto sono indizi inventati su Amanda e scagliati addosso a Raffaele. Sono tutti e due innocenti li assolverete tutti e due, ma vi prego: considerate Raffaele per quello che e’ non per i mezzi indizi. Il processo deve avere delle prove, per troppi anni c’è stata una responsabilità riflessa a carico di Sollecito».

Quattro sentenze Questa è la quarta sentenza emessa ‘in nome del popolo italiano’. Dopo la prima a Perugia in cui Amanda e Raffaele vennero condannati a 25 e 26 anni di carcere, arrivò quella di secondo grado, sempre emessa da una Corte perugina, che portò la libertà agli ex fidanzatini. E’ stata poi la Corte di Cassazione a far retrocedere tutti di una casella, annullando la sentenza di secondo grado e rimandando ad un’altra Corte, quella che oggi li ha di nuovo condannati.

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