Raffaele Sollecito e Amanda Knox

di Fra. Mar.

Contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito, manca un «insieme probatorio» caratterizzato da «evidenza oltre il ragionevole dubbio». Lo scrivono i giudici della Corte di Cassazione nelle motivazioni alla sentenza con cui hanno assolto in via definitiva Amanda Knoxe Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher. Secondo i giudici, il processo ha avuto un «iter obiettivamente ondivago, le cui oscillazioni sono però la risultante anche di clamorose defaillances o amnesie investigative e di colpevoli omissioni di attività d’indagine».

Indagini genetiche in violazione protocolli internazionali Le indagini genetiche effettuate nel corso delle indagini per l’omicidio di Meredith Kercher, per i giudici della suprema corte di Cassazione, sono state «acquisite in violazione delle regole consacrate dai protcolli internazionali». «Basti considerare, al riguardo – scrivono nelle 52 pagine di motivazioni depositate stamattina – le modalità di reperimento, repertazione e conservazione dei due oggetti di maggiore interesse investigativo: il coltello da cucina e il gancetto di chiusura del reggiseno della vittima, in ordine ai quali non si è esitato, in sentenza a qualificare l’operato degli inquirenti in termini di caduta di professionalità».

Impossibile pulizia mirata L’«assoluta mancanza, nella stanza dell’omicidio o sul corpo della vittima, di tracce biologiche con certezza riferibili ai due imputati», è, per i giudici della quinta sezione penale della Corte di Cassazione «un dato processuale di incontrovertibile valenza», e un «monolite invalicabile sulla strada intrapresa dal giudice a quo per pervenire all’affermazione di colpevolezza degli odierni ricorrenti». Per gli ermellini, «per superare la valenza di tale elemento negativo – inconfutabilmente favorevole agli odierni ricorrenti ( Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ndr)– inutilmente si è sostenuto che, dopo la simulazione del furto, gli autori del delitto avrebbero proceduto ad una pulizia selettiva dell’ambiente, al fine di rimuovere le sole tracce compromettenti ad essi riferibili, lasciando invce quelle ad altri ascrivibili». Non solo, per i giudici, questo «assunto» è «manifestamente illogico», e per «coglierne appieno il coefficiente di incongruenza» non serve che «se ne affidi il rilievo ad una apposita indagine peritale». Ma basta appellarsi «ad elementari regole di ordinaria esperienza», che rendono questa pulizia mirata «impossibile».

No rinvio Il perché i giudici della suprema Corte di Cassazione abbiano annullato la sentenza di condanna della Corte d’Assise d’Appello di Firenze, assolvendo in via definitiva Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall’accusa di aver ucciso Meredith Kercher, lo spiegano nelle motivazioni depositate stamani.«L’ultimo interrogativo, in ordine alla formula dell’annullamento con o senza rinvio», è «correlata alla possibilità oggettiva di ulteriori accertamenti» e in questo caso «la risposta è certamente negativa». E questo perchè, spiegano i giudici,«le tracce biologiche sui reperti di interesse investigativo sono di esigua entità, come tali insuscettive di amplificazione e dunque, destinate a non rendere risposte di sicura affidabilità, né in termini di identità né in termini di compatibilità».«I computer di Amanda Knox e della kercher, che, forse avrebbero potuto dare notizie utili alle indagini, sono stati, incredibilmente, bruciati da improvvide manovre degli inquirenti, che hanno causato schock elettrico, e non possono più dare nessuna informazione, trattandosi di danno irreversible». Il rinvio quindi per i giudici sarebbe «inutile», perché anche un nuovo giudice di rinvio,«in ossequio ai principi di diritto enunciati nella presente sentenza» sarebbe comunque tenuto ad«una formula di proscioglimento».

Clamore mediatico «Un inusitato clamore mediatico della vicenda, dovuto non solo alle drammatiche modalita’ della morte di una ventiduenne, tanto assurda ed incomprensibile nella sua genesi, ma anche alla nazionalità delle persone coinvolte, e dunque ai riflessi ‘internazionali’ della stessa vicenda, ha fatto si che le indagini subissero un’improvvisa accelerazione che, nella spasmodica ricerca di uno o più colpevoli da consegnare all’opinione pubblica internazionale, non ha certamente giovato alla ricerca della verità sostanziale». Per gli ermellini, la fortissima attenzione mediatica, «ha prodotto ulteriori riflessi pregiudizievoli ingenerando indebito ‘rumore’ (nell’accezione informatica), non tanto sul versante della tardiva disponibilita’ alla testimonianza, quanto all’irruzione nel processo di estemporanee propalazioni di soggetti detenuti,di collaudato spessore criminale, di certo non insensibili ad istanze di mitomania e di protagonismo giudiziario».

Sollecito «Da quello che ho letto emerge definitivamente e chiaramente che sono stato vittima di un clamoroso errore giudiziario che rimarrà alla storia». E’ questo il commento che Raffaele Sollecito dopo aver letto le motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha assolto lui e Amanda Knox in via definitiva dall’accusa di aver ucciso Meredith Kercher. «Le indagini – aggiunge Raffaele Sollecito -sono state estremamente lacunose e piene di errori e grazie a tutto ciò ho trascorso 4 anni in carcere più altri 4 di tormento per nulla».

Amanda «Sono molto sollevata e felice perché finalmente è finita». Così Amanda Knox, al telefono con il suo avvocato Carlo Dalla Vedova, ha commentato questo ultimo capitolo della sua storia giudiziaria con l’Italia. «Sono molto contenta – ha aggiunto Amanda parlando con il suo legale – anche perchè in queste motivazioni ci sono tutte le cose che abbiamo sempre sostenuto».

Difesa Amanda La motivazione con cui i giudici della Cassazione hanno assolto in via definitiva Amanda Knox e Raffaele Sollecito «rende giustizia alle tesi difensive che abbiamo sempre proposto e non erano mai state ascoltate». A dirlo, è l’avvocato di Amanda Knox, Luciano Ghirga. Il penalista perugino aggiunge inoltre sottolineato il «grande coraggio» e la «grande sapienza giuridica» dei giudici di Cassazione che sono stati capaci di chiudere un «processo monumentale lungo e tortuoso» con una «sentenza sobria che ha risolto tutto con il ragionevole dubbio».

Difesa Sollecito «Soddisfazione assoluta per la motivazione della sentenza con cui Raffaele Solelcito è stato definitivamente scagionato dall’accusa di omicidio di Meredith Kercher». A dirlo è l’avvocato perugino Luca Maori che, insieme ai colleghi Giulia Bongiorno e ai perugini Donatella Donati e Delfo Berretti, ha difeso il giovane barese sin dal momento dell’arresto. Per l’avvocato, è«fondamentale» la parte della sentenza n cui si parla di «clamorose defailances e amnesie e colpevoli omissioni» da parte degli investigatori. «Significa che – spiega Maori – come abbiamo sempre detto, le indagini sono state condotte in maniera non congrua e dirette in maniera superficiale e aprioristica».

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