Raffaele Sollecito e Amanda Knox

dall’inviata Francesca Marruco

E’ il giorno dell’ultimo verdetto per Amanda Knox e Raffaele Sollecito. O, meglio, così sperano i due imputati del delitto di Meredith Kercher. Si è concluso l’esame, davanti alla prima sezione penale della Corte di Cassazione, del ricorso della procura generale di Perugia contro l’assoluzione dei due in secondo grado. Umbria24 segue il processo in tempo reale da Roma. La sentenza potrebbe arrivare in serata.

Ore 18.15 I giudici della prima sezione penale della Cassazione si sono ritirati in camera di consiglio. La sentenza è prevista non prima delle 21

Ore 17.10 La Corte ora sta affrontando gli altri processi in calendario oggi. Quindi si ritirerà in camera di consiglio. La sentenza è attesa per la serata

Ore 17.05 E’ terminata l’udienza davanti alla Corte di Cassazione

Ore 16.55 Dopo Luca Maori (legale di Raffaele Sollecito), parola agli avvocati di Amanda Knox. Carlo Dalla Vedova: «Da parte della procura c’è un tentativo di riaprire un terzo grado di giudizio». Ora sta parlando Luciano Ghirga.

Ore 15.48 Avvocato Giulia Bongiorno (legale di Sollecito): «Nella stanza del delitto sono state trovate molte tracce di Rudy. Se Amanda e Raffaele fossero stati presenti inevitabilmente avrebbero dovuto toccare qualcosa. E’ inipotizzabile pensare che ci sia una scena a tre e che restino tracce di uno soltanto». Il legale ha aggiunto: «Non è un dettaglio che i tre non si conoscessero (come affermano anche le motivazioni di primo grado) e non avessero un movente»

Ore 15.35 Bongiorno: «Abbiamo documentato una serie infinita di errori da parte della polizia scientifica»

Ore 15.15 Ripresa l’udienza: hanno parlato per prime le parti civili ovvero l’avvocato Francesco Maresca per la famiglia Kercher e Carlo Pacelli per Patrick Lumumba. Ora parola a Giulia Bongiorno per la difesa Sollecito.

Ore 14.50 Altri passaggi della requisitoria del pg Riello: «ci sono tutti i presupposti perché non cali definitivamente il sipario su un delitto sconvolgente e gravissimo». Ad Amanda e Raffaele è stata riconosciuta per Riello «una sorta di immunità antropologica e sociale rispetto ad un delitto così orribile» che poteva essere commesso «da un diseredato ma non da due persone perbene». Riello ha sottolineato come «i tecnici della scientifica sono stati fatti passare quasi per dei ‘pasticcioni’, ma non si tratta di brigadieri che giocano a fare il piccolo chimico ma di appartenenti ad un reparto altamente specializzato che hanno adottato nel loro lavoro tecnologie d’avanguardia».

Ore 14.06 Il pg conclude chiedendo l’annullamento con rinvio della sentenza di secondo grado e il rigetto del ricorso di Amanda Knox contro la sentenza di condanna per calunnia. «Oggi sul banco degli imputati per la Corte di cassazione – ha detto – non ci sono Amanda Knox e Raffaele Sollecito ma la sentenza della Corte d’assise di appello, che è un raro concentrato di violazioni di legge e un monumento all’illogicità».

Ore 13.56 Il Pg: «Le tracce di sangue di sangue di Meredith con il dna di Amanda nel bagno piccolo sono un elemento altamente indiziante per il quale la corte di secondo grado ha dato una spiegazione del tutto illogica»

Ore 13.50 Il presidente della Corte bacchetta il pg e lo esorta a concludere.

Ore 13.05 Pg Riello: «Il giudice di merito ha perso la bussola in questo caso». Secondo il pg «la Corte d’assise di appello chiude la motivazione con una certa dose di snobismo perché banalizza la sentenza di primo grado».

Ore 13 Terminata la relazione introduttiva durata un’ora e mezza. La parola ora passa al pg Luigi Riello.

Ore 11.35 Iniziata udienza, in corso la relazione del giudice relatore Piera Caprioglio davanti alla Prima sezione della Cassazione: sta esponendo i vari ricorsi. La Corte è formata dal presidente Severo Chieffi e dal pg Luigi Riello. Presenti in Aula Francesco Sollecito, padre di Raffaele, con la sua compagna.

Ore 11 Amanda Knox attende la sentenza a Seattle, Raffaele Sollecito a Verona, dove studia. La famiglia Kercher, invece, è a Londra.

Tre le possibilità Se la Suprema corte rigetterà il ricorso per Amanda e Raffaele la vicenda sarà conclusa e proseguiranno la vita iniziata dopo la scarcerazione (seguita a 4 anni di carcere). Qualora, invece, il ricorso venisse accolto, la Cassazione potrebbe ordinare l’apertura di un nuovo processo di secondo grado, che si terrebbe a Firenze. Possibile anche una riforma parziale della sentenza di appello, cioè la ripetizione del processo solo per alcuni capi di imputazione.

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I motivi del ricorso Sono dieci i punti della sentenza di secondo grado sui quali sono articolati i motivi del ricorso in Cassazione che la Procura generale di Perugia ha presentato contro la sentenza d’assoluzione di Amanda e Raffaele. Il primo è la mancanza di motivazione nell’ammettere con l’ordinanza del 18 dicembre 2010, la perizia scientifica nel giudizio d’appello. Il secondo riguarda invece una decisione contraria: quella di non concedere una nuova perizia scientifica chiesta dall’accusa al termine della discussione dibattimentale. Dal rigetto da parte della Corte d’assise d’appello emerge , sta scritto nel ricorso, «contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione». Gli altri punti vertono sulla decisione della Corte d’Assise d’Appello di Perugia di non sentire il teste Aviello, sul definire «inattendibili» i testi Roberto Quintavalle, e Antonio Curatolo, sull’ora della morte di Meredith Kercher e sulle indagini genetiche. E ancora sulle analisi delle impronte e delle altre tracce, sulla presenza di Amanda e Sollecito in via della Pergola, sulla simulazione di reato e sull’esclusione dell’aggravante del delitto di calunnia.

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Valorizzati solo argomenti difesa Per i magistrati infatti i giudici di secondo grado hanno «valorizzato pressochè esclusivamente gli argomenti dei consulenti della difesa o le ipotesi ricostruttive maggiormente giovevoli alle tesi difensive». I magistrati estensori del ricorso hanno criticato anche il «metodo utilizzato» , «la sentenza di primo grado – scrivono – è riassunta in poche righe», e «la sentenza impugnata ha trascurato completamente tutti gli altri aspetti collimanti con l’ipotesi accusatoria, tutti aspetti che, invece, come s’è visto nella motivazione della sentenza di primo grado, erano stati rigorosamente posti in evidenza e considerati dalla Corte d’Assise nella sua decisione. Nell’esame dei singoli indizi, la sentenza impugnata è incorsa nel vizio consistente nella mancanza e manifesta illogicità della motivazione».

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Il pregiudizio Per i magistrati della procura generale  i giudici di secondo grado avrebbero dimostrato «una sorta di pregiudizio» con «l’esordio infelice del giudice relatore che dovrebbe essere imparziale» quando disse che «nulla era certo salvo la morte di Meredith Kercher» che per i loro altro non è che una «clamorosa anticipazione di giudizio» e un’affermazione «sconcertante».

Mancata assunzione di prova decisiva Nel ricorso si parla anche di «mancata assunzione di una prova decisiva», quella consistente nell’ « espletamento dell’analisi genetica sul campione prelevato sul coltello dai periti nominati dalla Corte nel giudizio d’appello, i quali non hanno proceduto alle analisi di tale campione violando uno specifico quesito contenuto nel conferimento dell’incarico peritale». «Nella sentenza di secondo grado – hanno detto i magistrati  – i giudici hanno cercato di riferire a loro modo di questa cosa parlando di ‘ tecnica sperimentale’ con cui quegli accertamenti potevano essere fatti. Ma non è così-  ha puntualizzato il sostituto procuratore Giancarlo Costagliola – : Novelli ( il consulente dell’accusa, ndr)parlò di tecniche all’avanguardia non di tecniche sperimentali ».

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