di Antioco Fois

Abbattuta  e impietrita per la condanna durissima. Battagliera e spregiudicata, pronta a lottare fino all’ultimo con tutte le forze. Sono i due volti di Amanda Knox all’indomani del verdetto della Corte di Firenze, che ha ribaltato la prima sentenza di secondo grado, rincarando, con 28 anni e 6 mesi di carcere, la condanna che la studentessa americana aveva riportato al primo processo di Perugia. Un’ambivalenza che ha caratterizzato dal principio, da quel 1 novembre 2007, la figura di Amanda. Quel «evil angel», la «Foxy Knoxy» che ha determinato il successo sui media internazionali.

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Travolta da un treno Apprendere la notizia della nuova condanna per l’omicidio di Meredith Kercher, è stato come «essere travolta da un treno», ha raccontato la stessa 26enne al programma «Goodmornig America» dell’emittente Abc che ha portato a casa la prima intervista esclusiva dopo il verdetto dell’appello bis, che l’ha vista ospite in studio a New York vestita con una maglietta rosa e il nuovo taglio di capelli corti. «Non potevo credere a quello che stava succedendo», ha detto con la voce rotta dal pianto, «è stata una cosa orribile. Ora ho bisogno dell’aiuto di tutti. La mia prima reazione alla notizia della sentenza è stata “oh no, questo è sbagliato, non è possibile, è una cosa orribile”».

COSA SUCCEDE ORA AD AMANDA

Non tornerò mai Tra i temi trattati in studio anche quello della possibile estradizione, che la cronista che l’ha intervistata ha definito come probabile. Alla luce del parere degli esperti, gli Usa difficilmente potranno negarla. «Non sono preparata – ha detto – non potrò mai desiderare di tornare in quel luogo, ma aspetto di leggere le motivazioni. Voglio combattere fino alla fine». Amanda aveva comunque chiesto, nelle interviste alla vigilia del verdetto di Firenze,  ha chiesto al governo americano di opporsi a un’eventuale domanda di estradizione: «di certo non tornerei in Italia volontariamente – ha avvertito – dovranno prendermi mentre urlo e scalco e gettarmi in una prigione in cui non merito di stare, mi batterò per la mia innocenza. Fino in fondo, fino alla Corte suprema Usa, se dopo un nuovo ricorso in Cassazione la sentenza dovesse diventare definitiva» ha annunciato ai microfoni della Abc.

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Pazza se arrestassero Raffaele Amanda si è anche detta preoccupata per Raffaele Sollecito. Dopo aver smentito che l’ex fidanzato le avesse chiesto di sposarlo per acquisire la cittadinanza americana, ha spiegato che lui «si sente abbandonato dal suo Paese» e ha lamentato che «è una vergogna che non ci siano più persone a battersi per proteggerlo». E se Sollecito dovesse scontare la pena mentre lei se ne resta negli Usa? «Questo mi renderebbe pazza», ha risposto la giovane americana, «non so cosa potrei fare, ma lo farei. Ci sarebbero azioni e ci sarebbero grandi proteste per questo».

LE REAZIONI DEI PROTAGONISTI

Don Saulo In otto minuti di botta e risposta, di dialogo denso di angoscia, delusione e paura, c’è una pausa di speranza. Affiora quando la ragazza di Seattle racconta di aver parlato con don Saulo, il cappellano del carcere di Perugia, «con cui sono rimasta in contatto e mi ha ricordato che c’è ancora gente che crede in me e questa è un’esperienza che dovevo provare, le cose orribili accadono e tu devi fare in modo di credere che tutto andrà bene».

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Kurt Knox: non esiste ritorno in Italia In ogni modo Amanda lo dice chiaramente, in Italia non vuole tornare. E lo ribadisce il padre, Curt Knox, nella maniera più assoluta, «non esiste» che possa tornare per andare in carcere. «Se si usa il buon senso – ha dichiarato all’emittente Abc – se si guardano le prove…no, non ci aspettavamo (questa sentenza), assolutamente no». E sulla sentenza non c’è dubbio, «è completamente sbagliata. Ovviamente – ha assicurato Curt Knox – combatteremo fino alla fine, perché non è giustificato e non c’è possibilità che torni in Italia».

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