A sinistra Olinto Leandri, a destra il figlio Antonio arrestato per omicidio

di Francesca Marruco

I suoi avvocati chiederanno per lui il rito abbreviato. Così beneficerà  dello sconto di un terzo della pena che il giudice gli comminerà. Antonio Leandri, l’insegnante che nel novembre del 2010 uccise il padre Olinto lo fece a pezzi e lo gettò nei boschi della provincia di Perugia comparirà lunedì nove gennaio davanti al gup Carla Maria Giangamboni.

L’omicidio Leandri, da poco trasferito dal carcere agli arresti domiciliari in una comunità di recupero nell’assisano, aveva confessato tutto agli uomini del nucleo operativo dell’Arma di Perugia che erano arrivati a lui partendo dai resti di ossa trovati da un cicloamatore sul Monte Tezio.  Aveva raccontato loro di come durante una lite lo avesse colpito con una mazzetta alla testa e di come poi lo avesse messo nella vasca da bagno. Lì lo aveva fatto a pezzi, e poi, via via, si era disfatto del corpo di quel padre che gli stessi periti che lo hanno esaminato hanno definito per lui una sorta di «mostro» .

Capace di intendere e di volere Un mostro che avrebbe segnato in maniera negativa tutta la vita dell’insegnante. Un mostro che lo avrebbe abusato e deriso nel corso degli anni. Dopo la morte della madre poi i dissapori si erano acuiti. Per tutti questi motivi Antonio lo avrebbe ucciso e per tutti questi motivi sarebbe stato in possesso delle sue capacità mentali al momento dell’omicidio. Per questo i periti non lo hanno dichiarato incapace di intendere e di volere.  E per questo andrà incontro ad un normale processo.

La difesa prepara l’exit strategy Capace di intendere e di volere ma con qualche problema di natura psichica che ha contribuito a fargli guadagnare i domiciliari in una comunità al posto della reclusione in carcere. I suoi legali Luca Gentili e Claudio Lombardi  riferiscono intanto che dopo il trasferimento nella comunità di recupero Leandri è molto di più tranquillo e impegnato nelle attività quotidiane. Ha trascorso il Natale vedendo la compagna e i familiari e lunedì sarà molto probabilmente in aula. I legali potrebbero condizionare la richiesta di rito abbreviato alla sua testimonianza in aula o alla trascrizione integrale dei colloqui che ha fatto in carcere con i periti che lo hanno esaminato.