di Francesca Marruco
Certamente senza la possibilità di acquistare una pistola, avrebbe avuto più difficoltà a mettere in atto il suo folle gesto. Certamente d’altro canto, se la sua intenzione era quella di vendicarsi in modo tanto orribile con delle innocenti, avrebbe potuto trovare un altro modo. Fatto sta che il giorno dopo l’assassinio di Margherita e Daniela, le due impiegate della Regione Umbria uccise a colpi di pistola dall’imprenditore Andrea Zampi che si è poi suicidato, ci si chiede perché quell’uomo avesse il porto d’armi per il tiro a volo.
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Le indagini Spetterà alla procura della Repubblica di Perugia, titolare dell’indagine è il pm Massimo Casucci, e alla polizia, indagano squadra mobile e digos, accertare perché sei mesi fa ad Andrea Zampi era stata concessa la licenza di porto d’armi per uso sportivo. Lo spiega chiaramente una nota del procuratore Giacomo Fumu diffusa in mattinata, dicendo che sono in corso «accertamenti specifici diretti alla ricostruzione del fatto ed alla verifica delle ragioni e della legittimità del possesso di un’arma da parte dell’autore del reato».
Richiesta in regola Zampi aveva fatto richiesta corredata da tutti i documenti necessari, inclusi i due certificati medici che servono per farsela rilasciare. Il punto, in queste ore, è proprio questo. Chi ha rilasciato un certificato di idoneità a detenere un’arma da fuoco ad un uomo che neanche quattro anni prima era stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio e che soffriva di depressione? Un medico che lo aveva in cura da neanche un anno e che quindi poteva non sapere dei suoi problemi psicoloici.
Nessun disturbo E infatti, al magistrato e ai poliziotti, il medico ha detto di non aver riscontrato alcun disturbo particolare a Zampi e di aver per questo redatto il certificato medico che gli ha aperto le porte per la licenza di porto d’armi per uso sportivo.
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Dubbi A che tipo di visita è stato sottoposto però Andrea Zampi? I due certificati medici vengono forniti, uno da un medico di base, il secondo, da un medico militare, che si rifà al primo. Col senno di poi si potrebbe dire che c’è stata troppa leggerezza. Ma questo lo chiarirà l’autorità giudiziaria, che valuterà anche se e in seno a chi, individuare responsabilità penalmente rilevanti. Intanto restano i dubbi, i perché e il dolore del giorno dopo una tragedia tanto immane e inspiegabile.
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Il porto d’armi Zampi, secondo quanto previsto dalla normativa, era legittimato ad acquistare, detenere in casa, trasportare smontata in una valigetta, e usare al poligono di tiro un’arma da fuoco. Ma realisticamente chi mai avrebbe potuto controllare che lui non la tenesse fuori dalla custodia, o che non ci andasse in giro per strada? Il giorno dopo il cartello appeso sul cancello di casa sua ha un che di macabro, «Attenti al cane e al padrone» si legge vicino alle icone di un pastore tedesco e di una pistola. Andrea l’aveva avuta anche in passato la pistola, ma gli era stata tolta nel 2009 in seguito al TSO. Adesso aveva nuovamente il lasciapassare per comprarne una.
Identikit: L’ASSASSINO – LE DUE VITTIME
La pistola Ma la semiautomatica con cui ha freddato Margherita e Daniela l’aveva comprata solo il giorno prima della strage in un’armeria di Bastardo. Non ha mai usato la sua licenza per fare altri acquisti nei sei mesi che sono trascorsi dal momento in cui gli è stata rilasciata. Deve aver pensato per molto tempo al suo gesto. Lo ha pianificato e poi, con circa mille euro ha comprato la pistola, e poi è si è trasformato in un killer.
