di Francesca Marruco
«Pietro Pala ha un alibi di ferro e si può affermare su base tecnica e oggettiva». Oltre sei ore di arringa in cui l’avocato Francesco Falcinelli ha ricostruito e contestato le accuse contro Pietro Pala, imputato insieme a Raffaele Arzu per l’omicidio del carabiniere Donato Fezzuoglio, ucciso nel gennaio del 2006 durante una rapina in una banca a Umbertide.
L’alibi E l’alibi di ferro per il legale perugino, e per lo stesso Pala che alla fine dell’arringa ha preso la parola, sono le telefonate che il giorno della rapina, negli stessi momenti in cui si consumava l’omicidio di Fezzuoglio, sono state fatte con il suo telefono cellulare in una zona completamente diversa da quella dell’assalto. «Alle 14.28 – ha detto Falcinelli – Pala chiama Renzo Ciccardi, che è un anziano allevatore con cui Pala ha rapporti costanti. Stanno al telefono 684 secondi. Pala non è con i killer dunque che in quegli stessi istanti, come ha riferito la teste Urbanelli, prelevano vicino Umbertide il pick up usato per la rapina. La cella del telefono di Pala aggancia la cella di Santa Maria della Collina a Perugia. Alle 15.03 quello stesso telefono aggancia la cella di Deruta, per una telefonata ad n altro allevatore con cui Pala aveva rapporti di lavoro»
Da un’altra parte «Pala è altrove mentre il gruppo d’assalto si muove verso Umbertide. La distanza tra Umbertide e Deruta è non meno di 40 minuti. Non possiamo accettare gli del argomenti pm che dice che Pala arriva a Umbertide quando vuole lui. Non è concepibile, è contrario a categorie tempo, spazio e fisica. E il pm dovrebbe dirci come fa a spostarsi in maniera del tutto dissonante a coloro che hanno commesso il crimine».
Le chiamate ai trans Parla poi di« congettura singolare» quando esamina la ricostruzione che l’accusa fa delle telefonate fatte dal cellulare di Pala dalle 16 alle 17 ( mentre avveniva l’assalto). Per l’accusa Pala avrebbe ceduto il telefono a un complice. «Si dice che visto che dalle 16 alle 17 il telefono di Pala chiama dei trans, è stato dato in mano a qualcun altro. Ma lo avete sentito anche voi che uno di quei trans ha anche riconosciuto Pala. In quella fascia oraria il telefono però non solo fa chiamate, ma riceve chiamate già ricevute in passato. Tra cui quella di Mastio. L’accusa dice che essendo complice era precostituita». Lo scontro è totale, nel merito e metodologico. E parla anche del mozzicone dei sigaretta col Dna di Pala ritrovato vicino a una delle auto usate dai rapinatori per fuggire. Per Falcinelli non c’è certezza che quel Dna sia di Pala in quanto la comparazione è stata fatta con un altro mozzicone sequestrato nell’abitazione di Pala, ma non è detto che sia il suo. E anche perché, per la difesa, non è possibile stabilire quando sia stato buttato lì.
Le repliche del pm Falcinelli chiede l’assoluzione per Pietro Pala, che invece per l’accusa è l’uomo che materialmente ha sparato con kalashnikov a Fezzuoglio. E il pm Antonella Duchini, a sorpresa, replica subito alle difese. Il suo intervento non era previsto per mercoledì pomeriggio, ma dopo l’arringa, ha preso la parola e ha nuovamente smontato pezzo per pezzo quanto sostenuto dalla difesa.
Il mozzicone di sigaretta «A 30 cm dal solco in cui c’è la macchina usata per fuggire e poi abbandonata, c’è il la sigaretta con il Dna di Pietro Pala. Questo lo colloca senza dubbio sulla scena del crimine secondario. Si e detto che la scienza non ci consente di affermare con certezza la datazione. Ma non esiste solo l’analisi scientifica, c’è anche un ‘indagine circostanziale. E l’indagine circostanziale ci dice che quel mozzicone di sigaretta era lì perché ci è stato buttato mentre la macchina veniva spinta giù nel solco». Il mozzicone venne ritrovato il due febbraio. Due giorni dopo la rapina e l’omicidio.
Le chiamate Quanto all’alibi di ferro, il pm dice: «Proprio no. Non c’è dubbio che suo il suo telefono fosse da un’altra parte. Ma questo non prova nulla. Non vuol dire che il proprietario del telefono stia appiccicato al cellulare. Quel cellulare era in mano a terzi. Pala dice ‘ho fatto io le chiamate ai trans ho trovato i numeri su Cerco e Trovo’. Ma perché li chiama il 30 gennaio se non li ha mai più richiamati in vita sua? Senza contare poi che in un’intercettazione, definisce i trans ‘mostri con la minchia’. Allora perché li cerca? Non ha chiamato lui. È evidente. Poi la sera quel telefono si spegne e si riaccende solo il due febbraio, come quello di Ivo Carta».
L’intercettazione e Mascia Parlando della controversa intercettazione su cui si sono scontrati innumerevoli periti, quella per cui secondo l’accusa Pala direbbe di aver sparato a Fezzuoglio, la Duchini ha detto ancora: «Al di là delle perizie, ce lo dice Mascia ( che era presente)che in quella conversazione si parlava di Fezzuoglio. Mascia afferma che Pala dice espressamente di aver ucciso il carabinierie nella rapina di Umbertide, e dice anche che avevano fatto anche il nome di Fezzuoglio. Inoltre, la conversazione è inequivoca perché è la foto dei movimenti fatti da Fezzuoglio durante la rapina. Pala dice che anche che la Thema ha fatto marcia indietro e questo lo sapeva solo lui».
Prossime tappe Arzu e Pala, che hanno sempre sostenuto di essere estranei al terribile delitto di Donato Fezzuoglio, rischiano una condanna all’ergastolo. E tra un paio di settimane conosceranno il loro destino. Si torna in aula il 10 maggio con le repliche delle difese. Poi la sentenza.
