di F.M.
Trent’anni di reclusione. E’ questa la pena che il pubblico ministero Mario Formisano ha chiesto per Giovanni Miceli, il 68enne siciliano che nel giugno scorso ha ucciso la moglie Olga Dunina e poi l’ha buttata in uno scatolone lungo i binari della ferrovia nei pressi di Spello. Trent’anni di galera e non l’ergastolo in virtù dello sconto di pena concesso all’imputato per la scelta del processo con rito abbreviato. La sentenza è attesa per le 16 di mercoledì pomeriggio. In aula mercoledì mattina davanti al gup Andrea Claudiani, anche la famiglia della vittima: il loro avvocato Nicodemo Gentile ha chiesto un risarcimento di un milione di euro. L’avvocato Alessandro Ricci che difende l’imputato ha chiesto l’esclusione delle aggravanti, la disapplicazione della recidiva e una pena finale ‘di giustizia’.
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