di Iv. Por.
«Il Comune di Perugia sarà parte civile nel processo contro i presunti autori dell’omicidio di Luca Rosi», il bancario ucciso il 2 marzo nel corso si una rapina in villa a Ramazzano. Lo ha detto il sindaco Wladimiro Boccali davanti alla comunità della piccola frazione, che si è riunita venerdì sera nel cva. In prima fila la famiglia di Luca Rosi, a partire dal padre Bruno, la madre Ilvana e la sorella Mariagrazia.
L’assemblea Davanti a centinaia di persone, nel giorno degli arresti dei presunti assassini di Luca, ha parlato il sindaco e i rappresentanti delle forze dell’ordine. Un’assemblea convocata da giorni. «Non sapevamo degli arresti – ha esordito Boccali – questa assemblea sarebbe stata tenuta a prescindere dagli sviluppi delle indagini». Insieme al sindaco, il maggiore dei carabinieri Giovanni Cuccurullo, il vice questore vicario Raffaele Palumbo per la polizia, il comandante dei vigili urbani Nicoletta Caponi. In platea altri politici.
La rabbia resta La rabbia della gente di Ramazzano e dintorni non è ancora sbollita. Dalla platea si alzano voci, qualcuno prende la parola chiedendo più protezione. I familiari di Rosi ascoltano, in una compostezza che esprime una dignità assoluta. Poche ore prima, alla notizia degli arresti, papà Bruno aveva definito gli assassini «bestie» (Guarda il video).
«Mai più come prima» «Dopo questo episodio nulla sarà più come prima – ha detto Boccali – l’omicidio di Luca ci ha sconvolto tutti, a Perugia non era ma successa una cosa così efferata. Ora dobbiamo dimostrare che lo Stato c’è, non è possibile che in questo paese si possano commettere questi crimini e pensare di farla franca. Non parlo solo dell’omicidio, ma anche della cosiddetta microcriminalità. Perciò ci vuole certezza della pena e più potere ai sindaci». Il sindaco ha ringraziato la procura e le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri, per gli arresti dei due presunti assassini. «Non cambierò i miei modelli culturali, ma serve un’azione straordinaria per debellare il crimine – ha aggiunto Boccali -, noi faremo la nostra parte con il coinvolgimento della comunità. Abbiamo già iniziato, dobbiamo continuare: ci vogliono due anni di impegno costante».
«Aiutateci» Da parte sua, il comandante della compagnia carabinieri di Perugia, maggiore Cuccurullo, ha chiesto aiuto anche ai cittadini. «Noi siamo riusciti ad assicurare alla giustizia questi due criminali anche grazie alle testimonianze venute dal territorio – ha esordito – quindi è importante che la gente collabori con noi. Non dovete essere eroi ma semplicemente cittadini e le forze dell’ordine non sono un corpo estraneo, fanno parte della cittadinanza. Quindi se vedete qualcosa di strano segnalatecelo: è da qui, non dai satelliti, che partono le indagini, lo Stato siamo tutti noi».
Ripulendo la città «Ce la mettiamo tutta ma è dura – ha detto il vicequestore Palumbo – il delitto di Luca Rosi ci ha preso in contropiede perché da alcuni mesi stiamo mettendo in atto un’azione incessante: abbiamo rimandato a casa 286 delinquenti, non semplici stranieri ma gente dedita al crimine. Prima abbiamo ripulito le strade, poi siamo andati a scovarli nelle case. Adesso li aspettiamo quando vengono scarcerati: chiediamo la lista al carcere di Perugia e Spoleto 20 giorni prima, facciamo le pratiche e li mettiamo su un aereo. So che dobbiamo fare di più, perciò ci serve anche l’aiuto dei cittadini».
Non solo multe «Anche la polizia municipale è vicina alla gente – ha detto il comandante Caponi – ci vedete in giro tutti i giorni, non facciamo solo multe ma siamo lì per ascoltarvi. Segnalateci i problemi, noi lavoriamo in stretta sinergia con le altre forze dell’ordine».

