Sommozzatori al lavoro (foto archivio)

di Massimo Colonna  

«Tracce di dna appartenenti all’imputato sulla sua automobile». Questo il riscontro emerso nelle aule del tribunale di Terni per il processo a carico di Halan Andriy, accusato di aver ucciso Sandro Bellini, 53enne ternano, per motivi passionali. In aula è stato il turno del perito generico che ha mostrato i risultati delle perizie portate avanti sul dna. Perizie che hanno dato parziali riscontri, visto che alcune si sono rivelate non utilizzabili, e che saranno portate avanti anche in altri diversi settori, come quello informatico.

L’udienza Tramite la perizia sull’auto dell’imputato gli inquirenti vogliono capire se altre persone hanno partecipato all’omicidio. Per questo è stata chiesta la perizia che la dottoressa Vecchiotti lunedì mattina ha portato in aula. Dunque sul copri volante dell’auto di Andriy, difeso dagli avvocati Francesco Mattiangeli e Bruno Capaldini, è emerso dna appartenete proprio all’imputato. Una scoperta che dunque non sposta nulla a livello investigativo.

La prossima udienza Gli altri accertamenti non hanno dato esito positivo. L’udienza del procedimento, che si svolge in rito abbreviato, è stata rinviata al prossimo 23 febbraio quando saranno depositate nuove perizie, in particolare quella sul telefono della vittima, e poi si andrà alla discussione.

@tulhaidetto     

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