di Enzo Beretta
Un ex prete, pisano, di 58 anni, è stato rinviato a giudizio dal gup Angela Avila di Perugia con le accuse di prostituzione minorile, atti sessuali con minorenni e sostituzione di persona. Il processo si aprirà davanti al tribunale collegiale di Terni il 20 settembre. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini l’uomo in una struttura di accoglienza per profughi a Villanova di Orvieto ha «simulato di essere un sacerdote e abusando della qualità di ospite e responsabile educativo» ha fatto sesso con alcuni migranti approfittando delle «condizioni di inferiorità psichica e fisica delle vittime» minorenni e in «posizione precaria e disagiata».
«Metodi autoritari» Nella richiesta di rinvio a giudizio il sostituto procuratore Mara Pucci racconta i «metodi autoritari» utilizzati dall’indagato nell’estate 2017 insieme a «un clima di generale intimidazione, o comunque soggezione, in cui l’obbedienza alle sue regole era precondizione per ottenere più agevolmente documenti, sussidi economici e altri vantaggi, insieme alla permanenza nella struttura di accoglienza». Le carte raccontano anche di squallidi atti sessuali con un giovane all’epoca 17enne e di proposte indecenti a un altro suo coetaneo, avvenuti nell’appartamento del finto prete che offriva soldi per pratiche sessuali e di prestarsi a sfilare nudo «millantando contatti con l’ambiente della moda».
«Falso prete» Secondo la Procura di Perugia distrettualmente competente per i reati contestati il 58enne «si è falsamente attribuito la qualità di sacerdote della Chiesa cattolica, dalla quale era stato allontanato fin dal 2004» sembrando ancor più credibile «indossando abitualmente l’abito talare e celebrando messa». L’obiettivo, infatti, era quello di «essere ben accolto nella struttura d’accoglienza di Villanova e conquistarsi credibilità, fiducia e autorevolezza anche negli uffici della questura per il disbrigo delle pratiche di immigrazione, inducendo in errore gli ospiti e i gestori della struttura», con l’aggravante di «aver commesso il fatto anche al fine di agevolare la consumazione dei reati sessuali». Tra i legali di parte civile c’è l’avvocato Nicola Pepe, l’imputato è difeso dall’avvocato Emilio Festa.
