di Chiara Fabrizi
La Procura di Spoleto ha chiesto il giudizio immediato per Dmytro Shuryn, 33 anni, il cuoco ucraino che ha confessato di aver ucciso e fatto a pezzi Bala Sagor, per tutti Obi, 21 anni, suo ex collega di lavoro in un ristorante del centro storico. A carico dell’indagato viene contestato il reato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, ma anche vilipendio e occultamento di cadavere, reati anche questi contestati con l’aggravante della finalità di celare la morte di Obi. Shuryn è stato fermato poche ore dopo il ritrovamento di una parte del corpo di Obi, che aveva abbandonato tra i giardini del rione Casette e la linea ferroviaria.
Portato in carcere, il cuoco ucraino, difeso di fiducia dall’avvocato Donatella Panzarola, si è poi deciso a confessare l’atroce delitto avvenuto nel settembre scorso a Spoleto, indicando il movente nel prestito di una modesta somma di denaro, parliamo di meno di 200 euro, che la vittima gli aveva prestato e che da tempo gli chiedeva indietro. Shuryn, poi, ha accompagnato i carabinieri di Spoleto nei luoghi tra Monteluco e Giro dei condotti dove aveva abbandonato le altre parti del corpo di Obi.
Il cuoco, in Italia da circa 8 anni, quando ha confessato davanti al gip in sede di convalida del fermo, ha raccontato che Obi si era presentato nella sua abitazione di via Pietro Conti a Spoleto la mattina del 18 settembre scorso. I due sarebbero quindi scesi nella cantina di Shuryn, stando al versione dell’assassino per controllare un problema che aveva la bicicletta elettrica della vittima. Qui Obi sarebbe tornato a chiedere all’ex collega (i due hanno lavorato insieme nella cucina di un ristorante del centro storico di Spoleto fino al dicembre 2024), la restituzione dei soldi. Ne sarebbe scaturita una lite durante la quale Dmytro avrebbe afferrato un coltello che era già cantina, così almeno ha raccontato, e colpito con una coltellata al collo Obi. Il 21enne ucciso è poi stato fatto a pezzi e i suoi resti disseminati in diverse zone della città.
