«Non era una rapina, ma uno scherzo. E il ragazzo che è intervenuto mi ha colpito per primo, dandomi una testata, quindi ho reagito con pugni e calci». Questa, in breve, la versione fornita dal 21enne al giudice del tribunale di Spoleto nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto eseguito in flagranza di reato venerdì sera in piazza della Vittoria dagli agenti del commissariato.

In questo quadro, il giudice ha convalidato l’arresto soltanto per le lesioni personali, non anche per la rapina impropria, per il quale serviranno approfondimenti. Respinta, dunque, la richiesta della Procura di confermare i domiciliari disposti nell’immediatezza per il 21enne cittadino italiano di seconda generazione, gravato da diversi precedenti di polizia, che è quindi stato rimesso in libertà.

Difeso di fiducia dall’avvocato Piero Fusco del foro di Napoli, lunedì mattina in tribunale il 21enne si è sottoposto a interrogatorio e ha fornito la propria ricostruzione di quanto accaduto, sostenendo anche di essere legato a un rapporto di amicizia con le due ragazze che erano in piazza della Vittoria e di aver anche in passato scherzato più volte con loro, prendendogli i soldi dal portafogli. La somma sparita dalla borsetta di una delle due ragazze è una banconota da 10 euro ed entrambe risulta abbiano riferito una differente versione dell’accaduto alla polizia.

Sulle botte al coetaneo intervenuto per difendere le ragazze, il quale ha riportato una frattura al naso e lesioni giudicate guaribili in 30 giorni, il 21enne ha sostenuto di averlo colpito per difendersi, affermando che l’altro lo avrebbe aggredito per primo per un astio pregresso legato ad altre questioni. Una versione, anche questa, che andrà verificata con ulteriori accertamenti. «Si tratta di una lite di cui i protagonisti hanno perso il controllo, ma i ragazzi coinvolti si conoscono tutti e si frequentano da tempo, tanto che il mio assistito dopo i fatti era rimasto in piazza della Vittoria senza allontanarsi», si è limitato a commentare l’avvocato Fusco.

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