di Marta Rosati
Si trova nel carcere di Capanne a Perugia dal pomeriggio di martedì, quando è stata prelevata dalla casa della sorella in una frazione del comune di Terni, la 27enne rea confessa di aver riposto suo figlio, appena partorito, in una busta della spesa tra gli asciugamani, per poi abbandonarlo dietro una siepe nel parcheggio dell’Eurospin di Borgo Rivo. Per la giovane, il suo avvocato chiederà la perizia psichiatrica.
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Madre 27enne arrestata L’accusa è di omicidio volontario aggravato dal fatto che il piccolo fosse proprio il suo. Nessun complice, nessuno sapeva: la storia ha dell’incredibile, eppure le indagini hanno confermato le parole della giovane, per la quale l’avvocato Alessio Presti, oltre a richiedere la misura cautelare dei domiciliari in una struttura protetta, sta predisponendo le carte per avanzare al giudice l’istanza di perizia psichiatrica.
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Neonato abbandonato Un gesto folle, quanto evitabile: sarebbe bastato andare in ospedale. La donna avrebbe partorito in casa, nella abitazione del quartiere Sant’Agnese dove da tre anni viveva col compagno e la loro bambina di due anni, mentre era sola. Lui, albanese ma da sempre in Italia, giovedì mattina era al lavoro. Quando è tornato a casa per andare a fare la spesa con Giorgia, lei avrebbe riposto la busta nel portabagagli e una volta al supermercato, sarebbe riuscita a trovare il modo di lasciare il piccolo nella aiuola del parcheggio senza che nessuno la notasse, tantomeno il compagno.
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Mamma accusata di omicidio volontario Familiari e compagno della mamma assassina, incredibilmente ignari di tutto: le indagini della squadra Mobile, coordinate dal dirigente Marco Colurci, confermano questa versione. A incastrare la donna, uno scontrino fiscale, rimasto per sbaglio all’interno della busta, che attestava un acquisto di molti mesi prima in un negozio di calzature per bambini. È tramite quello che gli agenti della polizia, nel giro di pochissime ore dal ritrovamento del corpicino senza vita, sono risaliti all’identità della donna.
Giorgia La giovane, bersaglio dei peggiori messaggi di odio tra le pagine dei social network, ha da subito confessato il reato: «Non potevo permettermi di mantenere un altro figlio» la giustificazione fornita, «speravo lo trovassero vivo» ha detto in un passaggio del lungo interrogatorio condito di particolari sul parto in casa ma mai commosso, la donna non avrebbe versato una lacrima per tutto il tempo della sua confessione. Come sia riuscita a nascondere nove mesi di gravidanza in una corporatura non così corpulenta, resta davvero un mistero.
La gogna Quel che invece appare molto chiaro è che l’opinione pubblica ha completamente ignorato il messaggio del vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia, sintetizzabile in poche parole: «Chiediamo perdono al piccolo ‘Francesco’, sentiamoci tutti un po’ in colpa e troviamo un sussulto di pietà e misericordia cristiana per la madre e il padre». Ma molti non hanno resistito a puntare il dito contro Giorgia, a giudicarla; persino l’avvocato Pressi è stato bersaglio di pesanti insulti. Messaggi d’amore per il piccolo invece sono lì dove è stato ritrovato, ma c’è anche chi, pur essendo cliente abituale del supermercato, non riesce ancora ad avvicinarsi al luogo in cui si è consumata l’atrocità.
@martarosati28
