Nuove prove di infiltrazioni della ‘ndrangheta in Umbria. La Dia di Firenze e Bologna, coadiuvata dai carabinieri di Reggio Emilia, sta effettuando una serie di sequestri a beni riconducibili a imprenditori edili calabresi da anni operanti in Emilia.
Sequestri Perquisizioni e sequestri sono stati effettuati nelle province di Reggio Emilia, Perugia e Crotone. Non è chiaro, al momento l’entità dei sequestri in Umbria, mentre in totale – secondo Repubblica.it – si parla di circa 5 milioni di euro di beni riconducibili ai fratelli Sarcone, tutti imprenditori edili originari di Cutro (Crotone) ma da anni stabilitisi in Emilia, ritenuti affiliati alla ‘ndrangheta calabrese e precisamente alla cosca Grande Aracri di Cutro, particolarmente attiva nelle estorsioni ai danni di imprenditori operanti in vari settori dell’economia locale.
40 immobili Il sequestro – riporta sempre Repubblica.it – è stato disposto in via d’urgenza dal presidente del Tribunale di Reggio Emilia, su richiesta del direttore della Dia Arturo De Felice, dopo che gli investigatori del Centro Operativo di Firenze avevano rilevato, da parte di familiari di uno dei fratelli Sarcone, ripetuti tentativi di sottrarre al sequestro ingenti somme di denaro. Tra i beni posti ai sigilli, circa 40 immobili (terreni e fabbricati) numerosi autoveicoli, intestati a persone fisiche e giuridiche, quote societarie e consistenti disponibilità finanziarie, evidentemente sproporzionate rispetto all’attività lecita svolta.
Le indagini «L’operazione – ha precisato la Dia – si colloca nell’ambito di un procedimento di applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali avviato a seguito di una richiesta formulata dal Direttore della Dia all’esito di una accurata analisi delle infiltrazioni della criminalità organizzata di origine calabrese nei settori imprenditoriali dell’Emilia Romagna».
