Lo stabilimento della Sgl Carbon

di Marco Torricelli e Fabio Toni

Si sarebbe dovuto sposare a settembre, Moreno Petrocchi, l’operaio di 33 anni che ha perso la vita, martedì mattina, all’interno dello stabilimento della Sgl Carbon di Narni Scalo.

Il matrimonio La notizia, ovviamente, ha contribuito a far crescere il senso di smarrimento che, ogni volta, si prova di fronte ad una morte sul lavoro: la fidanzata del giovano operaio che ha perso la vita – una ragazza narnese con cui conviveva – si è precipitata a Narni Scalo, ma ovviamente non le è stato permesso di avvicinarsi al luogo dell’incidente ed è rimasta, a lungo, all’ingresso della Sgl Carbon. Magari nella speranza che le prime, frammentarie, notizie che erano state divulgate, raccontassero una storia più grave di quanto non fosse in realtà. Purtroppo, però, così non è stato.

L’incidente Petrocchi, originario di Orvieto, ma residente ad Amelia, stava svolgendo delle operazioni di rimozione di pannelli di eternit dal tetto di un capannone, ad un’altezza compresa tra i 3 e i 4 metri, quando è precipitato. L’imbragatura, che avrebbe dovuto salvargli la vita, potrebbe invece essere la causa indiretta della morte del giovane operaio, in quanto lo avrebbe fatto dondolare, portandolo a battere, più volte e violentemente, la testa contro l’impalcatura sulla quale si trovava. Fino a quando un collega non è riuscito a liberare la corda e farlo scendere a terra. Ma troppo tardi. Per Moreno Ptetrocchi non c’era più nulla da fare. Il sostituto procuratore, Barbara Mazzullo, ha disposto che sul corpo sia effettuata l’autopsia.

Lo sciopero Dura la presa di posizione dei sindacati, dopo quello che definiscono «l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro, una lista che purtroppo continua a crescere e a registrare un primato negativo in una regione ed in un paese che arranca per mantenere i posti di lavoro, che ogni giorno lotta per fronteggiare una crisi globale che ha invaso oramai tutti i settori e tutte le aree del paese». In questa condizione, proseguono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, «a farne le spese come sempre sono gli ultimi, i più deboli, quelli più esposti, quelli che ogni mattina si impegnano per guadagnare il salario. In attesa di avere notizie e chiarimenti sulla dinamica dell’accaduto, le maestranze dello stabilimento unitamente alle Rsu e alle segreterie territoriali, con sentita solidarietà verso i familiari proclamano due ore di sciopero al termine del primo e secondo turno di lavoro e di giornata».

La Regione L’assessore regionale, Fabio Paparelli, esprime «profondo cordoglio per la morte dell’operaio e vicinanza ai familiari della vittima». Secondo Paparelli «l’ennesimo incidente sui luoghi di lavoro che coinvolge un giovane lavoratore e la sua famiglia, rimette in maniera drammatica al centro dell’attenzione il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, che deve essere sempre centrale nella programmazione regionale e nazionale». I numeri relativi alle cosiddette ‘morti bianche’, dice l’assessore, «devono far riflettere sulla tematica e sulla corretta applicazione delle norme in materia, a garanzia dei lavoratori». In apertura di seduta, il Consiglio regionale, su proposta del presidente Eros Brega, ha osservato un minuto di silenzio per il giovane operaio, mentre Alfredo de Sio (Fratelli d’Italia) dice che «le istituzioni a cominciare dalla Regione possono e devono fare di più, non solo con campagne di sensibilizzazione, ma aggredendo il problema nell’ambito dei controlli mancanti da parte di chi dovrebbe essere preposto a questo compito».

Il sindaco Francesco De Rebotti, il sindaco di Narni, si dice «sconvolto, nel pensare che un giovane uomo, che stamattina aveva lasciato la sua casa per andare al lavoro, con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni di vita, quella vita l’abbia invece persa in un un tragico incidente del quale, peraltro, non si conoscono ancora bene le dinamiche e che colpisce una comunità alla quale, da anni, simili tragedie erano state risparmiate». Il suo pensiero, dice, «corre subito alla famiglia, alla quale mi sia permesso di esprimere i sentimenti di profonda vicinanza, mia e di tutta l’amministrazione comunale».

A disposizione dell’Ag L’azienda La FP Montaggi e Costruzioni, l’azienda per la quale lavorava Moreno Petrocchi, è specializzata nellala rimozione e la bonifica del cemento amianto, oltre che nel montaggio di capannoni industriali in carpenteria metallica. Il legale, Fabio Lancia, si è ovviamente subito messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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