La Procura di Perugia (foto ©Fabrizio Troccoli)

Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte della donna di 67 anni di Gubbio, deceduta il 2 aprile, poche ore dopo un intervento alla colecisti in una clinica privata di Perugia. L’esame, affidato al medico legale Luca Tomassini con i consulenti chirurgici Roberto Cirocchi, Sergio Scalise Pantuso e Walter Patumi, è stato disposto dalla Procura di Perugia per accertare eventuali responsabilità sanitarie.

Dolori Secondo quanto emerso, la donna avrebbe iniziato a manifestare dolori diffusi e un forte affaticamento subito dopo l’operazione, riferendo «dolori continui alle braccia e alle spalle» e di sentirsi «molto stanca». Nonostante le segnalazioni gli operatori sanitari – secondo le prime ricostruzioni – avrebbero sottovalutato i sintomi e ritardato nel richiedere l’intervento del 118. Quando infine è stato attivato il soccorso, la paziente è stata presa in carico già in condizioni compromesse ed è morta la sera stessa.

Indagini La Procura, guidata dal pm Patrizia Mattei, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e iscritto nove persone nel registro degli indagati: si tratta di tre medici (chirurgo, aiuto chirurgo e anestesista) e sei infermieri che avevano preso parte all’intervento o erano in servizio nella fascia oraria 14-21. La cartella clinica della paziente è stata sequestrata dalla polizia giudiziaria e sarà oggetto di approfondimenti. I familiari della donna sono assistiti dall’avvocato Michele Nannarone.

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