Sergio Piazzoli

di Iv. Por. e Fra. Mar.

L’autopsia svolta in mattinata, sulla salma del manager Sergio Piazzoli, ha chiarito che il decesso dell’uomo non è avvenuto per un infarto, come trapelato inizialmente, ma a causa di una embolia polmonare massiva. Cosa questo vorrà dire ai fini dell’indagine penale aperta dopo la denuncia presentata dalla compagna del manager Patrizia Marcagnani, è presto per dirlo. Gli specialisti dovranno infatti adesso anadare a ritroso e ricostruire quando Sergio Piazzoli abbia iniziato ad accusare malori e se questi fossero già delle avvisaglie dell’embolia massiva che non gli ha lasciato scampo.

VIDEO. IL RICORDO DI UMBRIA24

L’altro accertamento Il giorno prima di morire, il notissimo manager era stato ricoverato in day hospital all’ospedale di Perugia per effettuare una gastroscopia che gli era stata prescritta dall’ospedale di Umbertide( da cui sarebbe emersa un’ernia iatale), in cui circa due settimane fa aveva effettuato degli accertamenti perché ultimamente non si sentiva bene ed aveva dei dolori al torace. Adessso dunque, il medico legale Sergio Scalise Pantuso, che ha effettuato l’autopsia su incarico del sostituto procuratore Massimo Casucci, insieme alla dottoressa Anna Maria Verdelli, come consulente della famiglia Piazzoli, dovrà procedere all’esame di tutte le cartelle cliniche, comprese quelle della struttura di Umbertide. E solo questo attento esame, e quando saranno disponibili i risultati istologici, si potrà chiarire se qualcuno tra i medici che lo hanno avuto in cura, ha qualche tipo di responsabilità, per aveer magari sottovalutato o valutato male qualche cosa.«Anche soccorsi più tempestivi – dice l’avvocato Sandro Piachiarelli che ha presentato la denuncia per conto della campagna di Piazzoli – non avrebbero cambiato le cose». «I famigliari – sottoline ancora il legale- non hanno astio rancore con nessuno, vogliono solo accertare tutto il possibile per la morte del loro caro».

FOTOGALLERY: LA CAMERA ARDENTE

I funerali Intanto, dopo l’autopsia, la camera ardente è stata fissata nel pomeriggio venerdì dalle 16 alle 23 nel complesso templare di San Bevignate, a due passi dal cimitero monumentale. Le esequie, invece, sono state confermate per sabato mattina alle 9 nella chiesa di San Bartolomeo a Ponte San Giovanni. Per la morte del notissimo promoter musicale deceduto mercoledì mattina a Perugia, la compagna ha sporto denuncia alla procura, che per ora ha iscritto nel registro degli indagati di tre medici dell’ospedale di Perugia, un dirigente del 118 e due gastroenterologi.

L’intervista alla compagna In una intervista pubblicata venerdì mattina dal quotidiano La Nazione, è la stessa Patrizia Marcagnani a spiegare quanto successo:«Io l’ho visto agonizzare a lungo, voglio sapere se qualcosa nei soccorsi non ha funzionato, se magari con un intervento più tempestivo Sergio si sarebbe potuto salvare. Chiarezza, solo chiarezza, è quello che chiedo. Glielo devo, Sono sicura che, a parti invertite, per me lo avrebbe fatto. Quando la prima ambualnza è arrivata qui ( vivevano in zona Montabagnolo, ndr) era con un solo infermiere e sezna defibrillatore a bordo». Piazzoli era ancora vivo in quel momento, ed è in quel momento che i sanitari del 118 avrebbero chiesto l’ausilio di un’altra ambulanza, con il medico a bordo. Ma intanto Piazzoli viene caricato sulla prima ambulanza. La sua compagna di una vita lo segue in auto con la sorella e il cognato. Circa a metà strada nella corsa verso l’ospedale è arrivata l’altra ambulanza. Le due autoambulanze si sono fermate e Piazzoli è stato trasferito nell’ambulanza medicalizzata, i sanitari hanno tentato la rianimazione ma per lui non c’è stato nulla da fare. Secondo quanto lamenta la compagna del manager, dalla prima chiamata di aiuto, alle otto del mattino, sarebbero passate circa due ore.

FOTOGALLERY: PIAZZOLI CON CAPOSSELA

Ricordo in musica Intanto prosegue la mobilitazione degli amici per ricordare degnamente “Sergino”: confermato il festival da lui ideato e fortemente voluto, Music for Sunset, all’Isola Maggiore dal 20 al 22 giugno. In queste ore è rimbalzata poi la notizia che il suo grande amico Vinicio Capossela, che ha scritto anche una lettera per Sergio, suonerà proprio a Isola Maggiore il 25 luglio. Il cantautore lo avrebbe annunciato alla compagna di Piazzoli con una chiamata da Lisbona, dove è in tour. E purtropo i tantissimi amici del manager, si troveranno al suo funerale proprio nel giorno del suo compleanno. Piazzoli avrebbe compiuto 59 anni il 14 giugno.

One reply on “Perugia, l’autopsia: Piazzoli morto per un’embolia polmonare. La procura acquisisce le cartelle cliniche”

  1. Caro Sergio, le cose che potrei raccontare di te sono legate a quella lontana e indimenticabile vacanza a Salina da cui nacque la nostra amicizia,ma non solo. Le telefonate che cominciavano con O Stè, o Sè, e subito ne dicevi qualcuna delle tue che mi facevano ridere a crepapelle, di quella volta che volevo portare a Zurigo quel notissimo cantante e tu mi trovasti il numero del suo manager. Improvvisai una telefonata e tu non ti trattenevi dalle risate perché ovviamente io non sapevo come funzionava il tuo lavoro. Dell’ultima vacanza da noi, nel Salento con la tua Patrizia, quando capitando per puro caso in quell’inutilmente pomposo club privato affibbiasti alla mia famiglia il titolo di ” conti” e quelli, tutti contenti, ti credettero pure. Sono rimasta con l’illusione di un’ altra tua visita con Patrizia, nel Salento, dove avevamo parlato di un progetto bellissimo e per il quale tu eri entusiasta e pronto ad aiutarmi. Ma adesso, Sergio, che la musica taccia. Io non posso esser lì a salutarti, in questi casi le distanze sono davvero una maledizione. A Patrizia il mio accorato e affettuoso abbraccio, possa trovare la forza per andare avanti, agli amici di Perugia che sono lì con te un saluto con tutto il mio cuore. Ti lascio andare con una preghiera: ” Vola libero e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel per sempre. Di tanto in tanto noi c’ incontreremo, quando ci piacerà, nel bel mezzo dell’ unica festa che non può mai finire” . Ciao, amico mio.
    Stefania, da Zurigo

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