di Enzo Beretta

«Era una figlia meravigliosa, la figlia che tutti i genitori avrebbero voluto avere. Unica in tutto». È la voce rotta dal dolore quella di Vincenzo Pagliuca, il padre di Gaia, la 23enne morta a settembre scorso dopo un intervento al quale si stava sottoponendo in uno studio dentistico nella zona di Assisi per l’estrazione di un dente del giudizio. La Procura di Perugia ha indagato tre medici – padre e due figlie, presenti durante la procedura – per omicidio colposo. La consulenza medico legale svolta dal dottor Sergio Scalise Pantuso ha attribuito il malore fatale a una tossicità sistemica dell’anestetico locale che le era stato somministrato.

Il racconto A parlare oggi è il padre della vittima, che torna a chiedere giustizia. «Gaia aveva appena 23 anni, era una ragazza solare, piena di entusiasmo e amore per la vita. Aveva realizzato il suo sogno: lavorava nella moda a Roma, per una grande azienda del lusso, ed era felice. Era una di quelle persone che ti scaldano il cuore: generosa, intelligente, brillante, curiosa, sempre pronta ad aiutare gli altri. Anche dopo aver perso sua madre a dieci anni, non ha mai smesso di sorridere», racconta con la voce tremante.

I sogni di Gaia «Aveva studiato duramente, si era diplomata con il massimo dei voti ad Assisi e poi laureata con lode allo Ied di Roma – prosegue il racconto -. Collaborava con i docenti, veniva sempre richiamata per gli Open Day. Parlava perfettamente tre lingue, adorava viaggiare, lavorava a progetti importanti e sognava di trasferirsi a New York o a Londra. Era felice, e io la vedevo felice. Era la luce della nostra casa». Commosso, il padre aggiunge: «Con me e con suo fratello Valerio aveva un legame speciale. Mi chiamava ogni giorno, anche da lontano. Era diventata una seconda mamma per lui, dopo la perdita della sua. E ora tutto è crollato. La sua morte ha lasciato un vuoto che non potrà mai essere colmato. Ogni giorno è una battaglia. Chiedo solo che venga fatta verità e giustizia fino in fondo. Lo devo a lei, alla sua dignità, al suo futuro spezzato».

Le parole del legale L’avvocato della famiglia, Simone Moriconi, conferma la gravità delle conclusioni emerse dalla consulenza tecnica. «Gaia era in ottimo stato di salute, non fumava, non beveva, conduceva una vita sana – sottolinea –. Dall’elaborato del consulente della Procura emerge chiaramente che il trattamento terapeutico è stata effettuato senza tener conto delle prassi preoperatorie. La paziente avrebbe dovuto essere a digiuno e invece Gaia aveva appena pranzato. La somministrazione dell’anestesia è avvenuta in modo incongruo. E soprattutto, quando ha avuto l’arresto cardiocircolatorio, le manovre salvavita sono risultate inadeguate».

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