La falla nella diga di Montedoglio (Foto tratta da Facebook)

Il crollo di un pezzo della diga di Montedoglio è avvenuto mentre i tecnici dell’Ente irriguo umbro-toscano (Eiut) stavano ultimando un collaudo che prevedeva di portare l’acqua al massimo livello di contenimento dell’invaso. Un test che è stato fatto per la prima volta dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 1990, e che è anche dovuto alla forte quantità di acqua ricevuto dal lago con le recenti piogge e nevicate.

Sempre sotto collaudo «Diciamo subito che questi impianti sono sempre sotto collaudo, nel senso che i controlli che vengono attuati in continuo e sono effettuati con le modalità dei collaudi – precisa Diego Zurli, direttore generale dell’Eiut – Ma, in particolare, mercoledì scorso era l’ultimo collaudo a diga completamente colma, perché per la prima volta era stata portata al massimo livello di contenimento dell’acqua».

L’ultimo collaudo L’ultimo collaudo consisteva nel riempimento fino all”orlo e non era mai stato eseguito prima: finora, spiegano i tecnici, si era rimasti sempre almeno un metro sotto. Invece, le grandi nevicate della scorsa settimana e il successivo rialzo delle temperature più le forti precipitazioni, avevano aggiunto tanta acqua nell’invaso che, nel test, è stata trattenuta fino a raggiungere il massimo livello.

La storia della diga E’ di quasi 150 milioni di metri cubi la capacità della diga di Montedoglio, una massa critica che intorno alle 21.30 di mercoledì ha rotto tre conci, cioè tre enormi blocchi verticali di cemento armato (ciascuno è alto 15 metri e largo 10), che insieme ad altri formano una barriera sul lato del canale scolmatore, aprendo la falla che ha causato l’alluvione del Tevere. L’invaso di Montedoglio ha visto la posa della prima pietra nel 1978. L’acqua ha iniziato ad essere trattenuta nel 1990. Da allora i test si sono succeduti di continui. Prima nelle diverse strutture, sia terrapieni che manufatti di cemento armato. Poi alle paratie e agli impianti di pescaggio e di adduzione verso le gallerie che portano l”acqua verso la Valtiberina e verso la Valdichiana. Il riempimento della diga è stato effettuato in 20 anni. Nel frattempo si è iniziato ad utilizzare l’acqua della diga stessa (sia per usi irrigui che potabili) e l’invaso ha avuto fin dall”inizio anche la funzione di regimazione delle acque del Tevere.

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