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Studenti a Perugia (©️Fabrizio Troccoli )

Un risarcimento complessivo di 74mila euro per cinque minorenni e i familiari di cinque di loro: è la richiesta avanzata dalle parti civili nel procedimento a carico di un 35enne di Città di Castello, accusato di tentati atti sessuali con minorenni e adescamento. L’uomo viene accusato di aver contattato i ragazzi attraverso WhatsApp, Instagram e Telegram, offrendo somme comprese tra 500 e duemila euro in cambio di rapporti sessuali. L’udienza preliminare è fissata per il 12 gennaio davanti alla giudice di Perugia.

Le accuse I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra luglio e i primi giorni di settembre del 2025, a Città di Castello. Stando alla richiesta di rinvio a giudizio l’imputato avrebbe posto in essere «atti idonei e diretti in modo non equivoco a compiere atti sessuali con minori di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni», offrendo loro denaro in quantità variabili. Le contestazioni riguardano i reati di tentati atti sessuali con minorenni e adescamento di minorenni.

I risarcimenti Quattro famiglie, rappresentate dall’avvocato Eugenio Zaganelli, hanno depositato l’atto di costituzione di parte civile chiedendo la condanna dell’imputato al risarcimento dei danni. La somma complessiva è stata quantificata in 54mila euro, di cui 10mila euro per ciascuno dei quattro minorenni e i restanti 14mila euro per i genitori. A questa richiesta si aggiunge quella dell’avvocato Marco Piazzai, che assiste il quinto minorenne e ha quantificato i danni in 20 mila euro, di cui 5mila per danno patrimoniale e 15mila per danno biologico, esistenziale e morale. Il legale ha inoltre chiesto una provvisionale immediatamente esecutiva di 5 mila euro, oltre alle spese di costituzione di parte civile. Le richieste risarcitorie raggiungono così complessivamente 74mila euro.

I contatti Secondo la ricostruzione contenuta nell’atto il 35enne avrebbe contattato ripetutamente i ragazzi utilizzando WhatsApp, Instagram e Telegram, anche attraverso un profilo Instagram. L’uomo avrebbe cercato inizialmente di conquistarne la fiducia con attenzioni e lusinghe, tra cui l’abitudine di mettere «emoticon» ai contenuti pubblicati dai minorenni sui social, «in segno di approvazione e compiacimento». Successivamente avrebbe rivolto loro esplicite richieste di rapporti sessuali a pagamento.

Il rifiuto Gli episodi contestati non avrebbero avuto conseguenze sul piano dei rapporti sessuali per il rifiuto opposto dai ragazzi: nell’atto viene specificato che l’imputato «non è riuscito nell’intento per il rifiuto opposto dai minori». Le indagini sono state avviate dopo le denunce presentate dai genitori e sono state portate avanti dagli agenti della polizia postale di Perugia. Tra gli elementi raccolti dalla Procura ci sono una consulenza tecnica informatica, le dichiarazioni dei testimoni e gli atti dell’incidente probatorio, nel quale sono stati ascoltati i minorenni.

I danni Nella richiesta di costituzione di parte civile l’avvocato Zaganelli sostiene che le condotte contestate abbiano provocato ai ragazzi «turbamento emotivo, ansia, vergogna e senso di insicurezza», «diffidenza verso il mondo adulto e verso l’uso degli strumenti di comunicazione digitale» e «compromissione della vita di relazione con i coetanei». L’atto richiama anche la sofferenza dei genitori, legata alla scoperta degli episodi denunciati e alle conseguenze sulla vita familiare.

Enzo Beretta, giornalista professionista, specializzato in cronaca nera e giudiziaria. Scrive per Umbria24 e Il Messaggero. Ha lavorato con Ansa, Abc News, Panorama e La Nazione. Si è occupato di comunicazione politica, istituzionale e sportiva. Realizza podcast e ha una rubrica chiamata Alibi. Ha pubblicato tre libri: Romanzo immobiliare, Favole alla sbarra e Il Re degli ultimi, dedicato a Diego Armando Maradona, con cui ha vinto il premio nazionale Ali Librai.